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Castelnuovo, la villa con parco di Conte in vendita per 1 milione e mezzo

La lussuosa dimora dell’imprenditore a pochi passi dal Settimo Cielo: laghetto, abeti e cedri

C'è anche una lussuosa villa nella parte alta dei Colli Euganei, in posizione panoramica, tra il patrimonio di Mario Conte passato in eredità al suo autista e uomo di fiducia Luciano Cadore, che si definisce il «figlio d'anima» di «nonno Mario». Una dimora esclusiva costruita intorno agli anni Settanta in via Siesa, tra la chiesa di Castelnuovo ed il ristorante «Settimo Cielo». Il fabbricato con il tetto a quattro falde, uno stile assai in voga all’epoca ma oggi poco attinente col paesaggio euganeo, è contornato da un’impenetrabile cortina di abeti e cedri, con tanto di sorgente d’acqua in grado di alimentare per tutto il periodo dell’anno i due laghetti (uno davanti e uno dietro il fabbricato) che impreziosiscono il grande giardino che si estende su una superficie di circa due ettari. Laghetti molto pescosi stando a quanto dicono i vicini.

La «Villa del Conte», come la chiamano a Castelnuovo, sarebbe in vendita da un paio d’anni per una cifra di poco superiore al milione e mezzo di euro. Un prezzo assolutamente in linea col mercato immobiliare dell’area collinare se si tiene conto che la casa è molto grande e che ogni stanza è dotata di bagno privato. Va inoltre calcolato il patrimonio ambientale in cui è inserita e la felice collocazione dalla quale nelle belle giornate permette una visuale profonda, da cartolina, verso la pianura e le terme fino alla città di Padova.

A farla costruire è stata la famiglia Gambalonga all’epoca titolare del ristorante Settimo Cielo e successivamente del Piccolo Marte di Torreglia. La villa passò poi in mano ad un tedesco che aveva la passione per i gatti e che la tenne solo per alcuni anni.
«Ogni tanto vediamo qualcuno che gira intorno al parco e che si dice interessato all’acquisto, fanno sapere i confinanti. Ultimamente le visite dei papabili acquirenti si sono fatte più rare, al punto da farci pensare che chi l’ha ereditata abbia intenzione di tenersela».

In quella bella dimora nel verde il milionario padovano scomparso il 13 ottobre scorso alla veneranda età di 91 anni, ci ha vissuto molto poco. Saliva solo nei fine settimana e non sempre, proprio come fanno tutt'oggi i padovani che sui Colli Euganei hanno la seconda dimora. «Soprattutto dopo la morte della moglie avvenuta nel 1996 il signor Conte lo vedevamo raramente», dice un vicino. «Negli ultimi anni prima del decesso arrivava con l’autista (l’erede universale) giusto una volta al mese per pagare gli operai che eseguivano i lavori di giardinaggio e le piccole manutenzioni al fabbricato. Aveva il fare del buon uomo, della persona che fa i fatti suoi. In paese non si sa perché si era fatto la nomea di un tirchio. Era uno, insomma, che i soldi li custodiva bene e non li spendeva a vanvera».

Poco dicono i teolesi sul fido autista Luciano Cadore. «Abbiamo appreso dai giornali la notizia che l'uomo che accompagnava in macchina Conte qui a Castelnuovo ha ereditato tutto il suo patrimonio», afferma Danilo Turetta che ha l’abitazione che confina con la villa del commerciante di pelli di riviera Mugnai.
«Beato lui, se Conte gliel’ha lasciato vuol dire che quel patrimonio se l'è meritato» aggiunge. «Luciano non era solo l’autista del signor Mario, era anche il suo uomo di fiducia che teneva i contatti con le persone che facevano i lavori di manutenzione alla villa e che regolarmente li pagava».

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