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Finti poveri negli alloggi Ater

Girano in Porsche ma pagavano affitti da 100 euro. Sei imprenditori padovani e della provincia hanno occultato redditi per due milioni Saranno denunciati

I «finti poveri» del centro storico occupano le case Ater a cento euro al mese, dichiarano appena mille euro di reddito ma nei posti auto parcheggiano Porsche Cayenne, Porsche Carrera 911 e, il più «povero», una Volkswagen Tuareg e una Jaguar. Tutte auto di gran lusso dal valore complessivo di 300 mila euro. Questi imprenditori, senza un soldo in canna, hanno occultato redditi per più di due milioni di euro. Ma adesso saranno denunciati e, quindi, hanno finito di fare la bella vita alle spal ...

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I «finti poveri» del centro storico occupano le case Ater a cento euro al mese, dichiarano appena mille euro di reddito ma nei posti auto parcheggiano Porsche Cayenne, Porsche Carrera 911 e, il più «povero», una Volkswagen Tuareg e una Jaguar. Tutte auto di gran lusso dal valore complessivo di 300 mila euro. Questi imprenditori, senza un soldo in canna, hanno occultato redditi per più di due milioni di euro. Ma adesso saranno denunciati e, quindi, hanno finito di fare la bella vita alle spalle di Comune, Ater e, soprattutto, di chi è in lista per avere una casa perché non arriva a fine mese. A scoprire il gioco dei redditi fasulli, forti di autocertificazioni false, ci hanno pensato i finanzieri della Compagnia di Padova, agli ordini del capitano Roberto Di Resta. Grazie a un’azione congiunta con l’azienda di edilizia popolare.

I nuclei familiari assegnatari di edilizia pubblica sono oltre ottomila e tra questi sono già stati individuati tre padovani. Idem in provincia. Altri tre casi sono stati smascherati infatti nell’Alta Padovana da Francesco Sodano, capitano di Cittadella: due a Cittadella e uno a San Giorgio in Bosco. In particolare, un 49enne titolare di una ditta di abbigliamento che negli ultimi quattro anni aveva dichiarato in media un reddito di 2500 euro all’anno. Ma guidava una Porsche Carrera 911 del valore di 76 mila euro e risulta proprietario di una villa in città e di una casa in Sardegna. Il reddito complessivo ricostruito dalla Guardia di Finanza è quasi 250 mila euro.

Poi un 32enne, titolare di un’agenzia immobiliare, negli ultimi quattro anni aveva dichiarato poco più di 12 mila euro annui. Invece viaggiava in Bmw M3 da 66 mila euro e risulta essere proprietario di una moto Ducati Supersport, di un autocaravan Mercedes, di una barca a vela di 13 metri (che costa 120 mila euro) con posto riservato in un porto della Sardegna, e di cinque ville ed appartamenti in città e in montagna. Il reddito ricostruito dai finanzieri lievita a 500 mila euro.

Infine un 38enne, socio di un’azienda che commercia legname, un «povero» che dichiarava settemila euro all’anno negli ultimi quattro anni, ma oltre alla Porsche Carrera S911 del valore di 68 mila euro, risulta essere proprietario di una moto Bmw per un reddito complessivo ricostruito dalla finanzieri di 200 mila euro. Da questa operazione sono stati recuperati oltre due milioni di euro occultati. Nella «rete» delle Fiamme Gialle sono già finiti 58 finti poveri, nella realtà benestanti che, dichiarando il falso, hanno fruito di prestazioni sociali agevolate a scapito dei veri poveri e delle casse pubbliche.

«Nell’ambito di un rinnovato rapporto con gli enti e le istituzioni locali - rivela il colonnello Ivano Maccani - da inizio anno stiamo conducendo un piano straordinario di controllo della capacità contributiva di chi furbescamente prova ad ingannare il Fisco». Secondo questi nuovi piani, sono stati stipulati dei protocolli d’intesa (l’ultimo ieri mattina con Roberto Pavan, presidente dell’Ater) per facilitare la condivisione dei patrimoni informativi e quindi garantire un controllo economico capillare del territorio. Se da una parte il meccanismo dell’autocertificazione (per cui mi assumo la responsabilità di quello che dichiaro e firmo) snellisce file interminabili negli uffici e semplifica le richieste, appunto, di diritti, dall’altra parte è il paradiso dei truffatori. Almeno finché il corpo dei finanzieri non li scova. Non è la prima volta che i furbi vengono smascherati in città. A marzo di quest’anno anche l’amministrazione comunale aveva collaborato con la Guardia di Finanza svelando 34 case popolari abitate senza diritto.