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Veneto, sedi Lega nord nel mirino
quattro attentati e 2 raid vandalici

Tornano le notti dei fuochi nel Padovano e in Veneto. Nel mirino le sedi della Lega Nord, oggetto di quattro attentati e due raid vandalici. Fiamme a Padova, sassi a Tombolo, un'esplosione a Spinea, scritte ingiuriose a Mestre

PADOVA. Fiamme a Padova, sassi a Tombolo, un'esplosione a Spinea, scritte ingiuriose a Mestre. Ma anche bottiglie incendiarie a Udine e scritte di minaccia a Belluno. Tornano le notti dei fuochi nel Padovano e in Veneto a trent'anni di distanza dai famigerati attacchi degli autonomi alle sedi dei partiti.

In maniera analoga, anche nella notte tra giovedì e venerdì la politica si è trasformata in violenza. Violenza deflagrata in Veneto in quattro attentati e due raid vandalici, tutti con solo obiettivo: la Lega Nord.

Nessuno si è fatto male, ma la tensione a pochi giorni dal voto è altissima. Digos e carabinieri stanno indagando: la matrice sembrerebbe comune sebbene nessuno fino a ieri abbia rivendicato gli attentati. Attentati che creano rabbia e paura. Oltre che sconcerto. Il Viminale proprio ieri ha deciso di aumentare il livello di sicurezza attorno al ministro trevigian-leghista Luca Zaia. Non

A Padova e a Spinea i due attentati incendiari sono stati commessi contemporaneamente, poco prima delle quattro di notte. A Padova, in via Montà, ignoti hanno sversato liquido infiammabile (molto probabilmente benzina) sulla vetrata della sede provinciale del Carroccio, poi hanno appiccato il fuoco. Fortunatamente l'esplosione della tanica (che ha provocato
una fiammata che ha annerito lo stabile fino al tetto) ha svegliato i residenti che hanno così avvertito in tempo i vigili del fuoco. A Spinea, in piazza Taormina, sempre alle 4 di notte è esploso un ordigno che ha sventrato l'ingresso della sede della Lega, svegliando un intero quartiere.

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