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«Rossetto? Un gran lavoratore»

I legali: «Prima di parlare vogliamo vedere le carte»

«Per come lo conosco Adriano Rossetto è un gran lavoratore. Uno di quelli che lavora anche 20 ore al giorno, da quando aveva 12 anni». Angelo Gagliardo, 43 anni, ieri si è svegliato presto nonostante fosse domenica mattina. E non c’entrano i figli. Gagliardo, insieme al collega Sandro Mason, ha firmato la procura della difesa dell’imprenditore di Asolo (ma domiciliato a San Giorgio delle Pertiche) arrestato per tangenti in concorso dalla Guardia di finanza insieme al vicesindaco di Villafra ...

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«Per come lo conosco Adriano Rossetto è un gran lavoratore. Uno di quelli che lavora anche 20 ore al giorno, da quando aveva 12 anni». Angelo Gagliardo, 43 anni, ieri si è svegliato presto nonostante fosse domenica mattina. E non c’entrano i figli. Gagliardo, insieme al collega Sandro Mason, ha firmato la procura della difesa dell’imprenditore di Asolo (ma domiciliato a San Giorgio delle Pertiche) arrestato per tangenti in concorso dalla Guardia di finanza insieme al vicesindaco di Villafranca Padovana Giuseppe Conte, in quota ad Alleanza nazionale. Ieri mattina l’avvocato Gagliardo ha incontrato la moglie e la sorella di Rossetto. Due donne distrutte, perplesse, impaurite.

«Sono andato in procura a parlare con il pm di turno (Silvia Scamurra), ma dobbiamo attendere la convalida per poter disporre delle carte - spiega Gagliardo - Prima di ciò non sono in grado di dire nulla. Se non quello che ho già detto: Rossetto è sempre stato un gran lavoratore. Non vorrei che fosse tutto un equivoco». Il difensore di Rossetto, infatti, si dice perplesso soprattutto per la cifra della tangente. «Non parlo del caso specifico - precisa Gagliardo - ma mi sembra strano che un politico e un imprenditore rischino così tanto per 20 mila euro. Cosa sono 20 mila euro al giorno d’oggi? Non ci si compra nemmeno un’auto, quasi. E poi per cosa? Ho letto sui giornali per un’antenna? Per un lotto di terreno? Mah. Anche se poi immagino che finanza e magistratura mica mettono la gente in galera senza un motivo. Per questo aspetto di leggere le carte».

Adriano Rossetto nonostante risieda ad Asolo e sia domiciliato a San Giorgio delle Pertiche, a Villafranca è molto conosciuto. Non soltanto perché insieme con una delle sue sorelle gestisce un’agenzia immobiliare. Ma anche perché è socio di Gianfranco Nalotto, figlio del consigliere di minoranza in Comune a Villafranca Nicola Nalotto, con il quale divide interessi immobiliari (terreni).

Prima di diventare un immobiliarista a tutti gli effetti, era proprietario di una piccola catena di supermercati con il marchio Zaffin, alcuni dei quali hanno mantenuto il logo, altri sono stati acquistati da una grande catena a livello internazionale che li ha trasformati in supermercati EuroSpesa, uno dei quali è proprio a San Giorgio delle Pertiche. Una delle sue sorelle (che gestisce una tabaccheria) vive al primo piano proprio dell’edificio che ospita il supermarket.

Adriano Rossetto a San Giorgio delle Pertiche è molto conosciuto. Quasi tutti stentano a credere che abbia potuto pagare una tangente. Soprattutto perché - alcuni ricordano - che lui è amico di vecchia data della famiglia Conte. Ieri l’immobiliarista ha trascorso la sua prima giornata dietro le sbarre. In isolamento, senza avere la possibilità di parlare con qualcuno. Dopo la convalida dell’arresto l’uomo incontrerà i suoi legali e verrà preparata la linea difensiva.

Per ora ci sono solo i fatti. Adriano Rossetto è stato arrestato sabato pomeriggio poco dopo l’una di pomeriggio appena uscito dalla casa del vicesindaco di Villafranca e consigliere provinciale di An Giuseppe Conte. I militari della guardia di finanza sapevano che sabato era il giorno dell’incontro e l’hanno seguito. Conte, tra l’altro la stessa mattina aveva partecipato alla nascita di Destra Veneta, con altri esponenti di Alleanza nazionale al Crowne Plaza di Limena. Verso le 12,30 Conte si è congedato dicendo che aveva un’inaugurazione a Villafranca.

In realtà aveva un appuntamento con Rossetto. Appena bloccato l’imprenditore i militari del nucleo di polizia tributaria sono entrati in casa di Conte e gli hanno chiesto subito di tirare fuori i soldi. Lui all’inizio ha finto di non sapere nulla, quando i finanzieri gli hanno spiegato che avrebbero dovuto perquisire l’intera casa, i soldi sono saltati fuori.