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Tangenti, arrestato Giuseppe Conte
è il vicesindaco di Villafranca

Aveva appena intascato una tangente di 20 mila euro quando è stato arrestato dai militari della Guardia di finanza. Conte, 51 anni, personaggio di spicco di Alleanza nazionale padovana, che l'ha fatto anche eleggere in Consiglio provinciale, e leader dei cacciatori, si era fatto consegnare il denaro da Adriano Rossetto, 47 anni, ex proprietario di supermercati e titolare di un'agenzia immobiliare

VILLAFRANCA. Doppio arresto ieri per una tangente di 20 mila euro: sono scattate le manette per il vicesindaco di Villafranca Padovana, nonché consigliere provinciale in quota ad Alleanza Nazionale, Giuseppe Conte, 51 anni, residente in una villetta bifamiliare in via Madonna 47/B, e per Adriano Rossetto, 47 anni, titolare di un'agenzia immobiliare a Taggì (ex proprietario della catena di supermercati alimentari Zaffin ceduta a un importante gruppo), residente ad Asolo nel Trevigiano e domic ...

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VILLAFRANCA. Doppio arresto ieri per una tangente di 20 mila euro: sono scattate le manette per il vicesindaco di Villafranca Padovana, nonché consigliere provinciale in quota ad Alleanza Nazionale, Giuseppe Conte, 51 anni, residente in una villetta bifamiliare in via Madonna 47/B, e per Adriano Rossetto, 47 anni, titolare di un'agenzia immobiliare a Taggì (ex proprietario della catena di supermercati alimentari Zaffin ceduta a un importante gruppo), residente ad Asolo nel Trevigiano e domiciliato a San Giorgio delle Pertiche. Il primo aveva appena riscosso il danaro pagato dal secondo: entrambi sono indagati per concorso in corruzione. Tuttavia non è escluso che nelle prossime ore, con una più approfondita ricostruzione dei fatti, il reato contestato possa assumere una connotazione diversa. L'inchiesta è nelle mani del pubblico ministero padovano Paolo Luca che ha coordinato l'operazione messa a punto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Padova guidata, a livello provinciale, dal colonnello Ivano Maccani.

L'ARRESTO.
Ieri mattina Conte, di professione rappresentante di protesi acustiche, ha trascorso un paio d'ore al convegno politico che si è svolto a Limena per la fondazione dell'associazione «Destra Veneta», accanto al consigliere regionale Raffaele Zanon. Poi è andato di corsa a casa: alle 12.30 aveva fissato un appuntamento con Adriano Rossetto. I due uomini dovevano parlare d'affari. Più che d'affari, di soldi: Giuseppe Conte è arrivato puntuale per incassare, come pattuito, la tangente di 20 mila euro nascosta all'interno di una scatola per scarpe. Preso il danaro, ha liquidato con una stretta di mano l'interlocutore. Rossetto è uscito di casa in tutta fretta ma il passo gli è stato sbarrato dagli uomini del Nucleo di polizia tributaria. Altri militari hanno immediatamente suonato il campanello di casa Conte. E anche il vicesindaco amico dei cacciatori (è molto vicino alle associazioni degli amanti delle doppiette) è finito in manette.

LA PERQUISIZIONE.
Quando i finanzieri gli hanno chiesto di tirar fuori i soldi, in principio Conte ha finto di non capire. Poi, forse, s'è reso conto che negare era impossibile: è sbiancato in volto e ha consegnato spontaneamente il bottino in scatola. Nessuna ammissione, per carità. Nemmeno nella caserma della Guardia di Finanza di Padova, in via San Francesco, dove è stato interrogato fino alla tarda serata di ieri come Rossetto. Soldi non ne aveva mai chiesti, ha insistito. E nemmeno gli erano stati promessi: ha fatto solo e sempre il proprio dovere di pubblico amministratore. L'abitazione è stata perquisita dai militari che si sono successivamente trasferiti in municipio per acquisire una serie di documentazione nel settore Lavori pubblici, referato gestito da Conte.
 
L'INCHIESTA.
Avviata un paio di mesi fa e sviluppata grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali, l'indagine è ai primi passi. Il sospetto è che i 20 mila euro versati possano essere la prima tranche di due o tre pagamenti complessivi (di 40 o 60 mila euro) finalizzati a far ottenere una serie di favori a Rossetto, proprietario di molti terreni nel Comune di Villafranca. Il primo obiettivo dell'imprenditore era di ottenere uno spostamento dell'antenna per la telefonia installata nell'area del campo sportivo di via Campodoro. Antenna che avrebbe dovuto essere trasferita in un punto più vicino alla strada per aver maggior copertura: invece è stata arretrata per dare più spazio allo sviluppo urbanistico del capoluogo e per non deprezzare il valore di un terreno di Rossetto (non si può costruire in una fascia di 200 metri quadrati intorno all'impianto). Rossetto si sarebbe fatto garantire pure un'altra promessa da Conte: una variante urbanistica per trasformare un terreno di sua proprietà da agricolo a residenziale.