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Questo «Iago» profuma di Veneto

Esce oggi il film di De Biasi, la storia di Vaporidis-Chiatti ambientata all’Iuav

Da stasera sarà nelle sale cinematografiche italiane, è Iago la seconda opera del giovane regista Volfango De Biasi, che dopo il successo della commedia per teenager Come tu mi vuoi ha deciso di creare un nuovo filone che miscela molti generi, ma che si propone come unico. «Ho ripreso un classico come l’Otello da cui mi sono ispirato, il gusto delle grandi scene corali dove i costumi, i balli e la musica prendono il sopravvento, ma senza ricordare un musical, anche se qualche effetto hollywoodiano c’è. Non mancano gli elementi di satira sociale e personaggi attuali nonostante Shakespeare li abbia concepiti centinaia di anni fa - ha spiegato il regista durante la presentazione in anteprima per il Triveneto - Iago è molto più attuale di Otello, è un eroe moderno, un ragazzo come tanti altri, capace di far scatenare una lotta senza quartiere per realizzare i propri sogni».

Una ventata di novità che ricade anche sul cast scelto per mettere in scena questo dramma antico e moderno, da Nicolas Vaporidis che interpreta Iago e sembra già una garanzia visto il successo che l’attore romano ha raccolto con Notte prima degli esami di Fausto Brizzi. La bella e contesa Desdemona invece è Laura Chiatti che ha lasciato un bel ricordo ai suoi fans con l’interpretazione di Ho voglia di Te e che si appresta ad entrare nel classifica delle «belle e brave».

Il film è un’originale variazione del classico shakespeariano, dove Iago diventa il vero protagonista di una storia ambientata nella Facoltà di Architettura di Venezia ai nostri giorni. Vaporidis è un laureando di talento di umili natali, circondato da ricchi blasonati, tra cui spicca Otello, figlio di un architetto di fama mondiale, che riesce ad ottenere il posto di responsabile nel progetto di allestimento della Biennale, a cui ambisce anche Iago, grazie alle conoscenze del padre.

Otello vuole tenere per se anche Desdemona, figlia del rettore, interpretato da un indimenticabile Gabriele Lavia. Da qui Iago cerca di riappropriarsi di quello che gli spetta tessendo intrighi e menzogne, con un Otello viziato e opportunista ed un finale alternativo. Le due promesse del cinema italiano sono state impegnate in questo film per nove settimane di riprese, buona parte girato in Veneto, quattro settimane a Venezia, una a Padova alla villa Cà Marcello a Piombino Dese ed il resto a Roma.

«Ho deciso di ambientare il film a Venezia perché è una città sospesa nel tempo, tra ieri e oggi, che mi ha permesso di raccontare il tempo presente giocando con delle regole teatrali particolari. Se anche Shakespeare l’ha scelta a suo tempo ci sarà un motivo. E’ stata una vera sfida, girare tra le calli con una troupe di 40 persone non è stato semplice - continua Volfango De Biasi - ma c’è sempre un’atmosfera magica. E poi dovevo in un qualche modo sdebitami con le mie origini venete, mia mamma e buona parte della mia famiglia vivono a Treviso».

Venezia ha stregato anche Nicolas Vaporidis, che l’ha definita erotica, nonostante abbia rischiato un paio di tuffi in laguna, mentre per Laura Chiatti è una città romantica, anche se ammette di non essersela goduta molto a causa delle riprese in notturna e dei ritmi frenetici.

Parla veneto anche buona parte del cast di ballerini, sono un centinaio le comparse usate per il grande ballo che vede protagonisti uno Iago-Vaporidis, un’eterea Desdemona-Chiatti ed un intrigante Otello, interpretato da Aurelien Gaya, che si scatenano in un sensuale tango tra gli affreschi di Ca’ Marcello.

La stessa scena vede protagonista anche una giovane attrice padovana, Francesca Lukasik, che nei panni di Debora, incaricata di far ingelosire la bella Desdemona. Location scelte con cura e coreografie importanti, tutti gli attori hanno dovuto imparare qualche passo
di danza. «E’ stato meno traumatico del previsto - racconta Nicola Vaporidis - per la scena del grande ballo girata nella villa di Padova ho imparato 4 o 5 passi di tango, la cosa più difficile è stato mettere insieme e coordinare le 100 comparse ed il merito va al coreografo Luca Tommasini».

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