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Il cinema italiano

Francesca balla il tango con Iago

Tanti attori padovani nel cast del film diretto da Volfango De Biasi

Una mela in bocca, un abito in tulle nero provocante al punto giusto e qualche passo di tango, questa è la scena più importante che vede protagonista la neoattrice padovana Francesca Lukasik nel film «Iago», diretto da Volfango De Biasi, presentato in anteprima al Cinecity di Limena, alla presenza dei protagonisti Laura Chiatti e Nicola Vaporidis.

Francesca è alla sua prima esperienza cinematografica ma deve aver fatto breccia da subito sulla produzione perché nel film si vede per oltre 12 minuti, con un ruolo secondario ma importante visto che interpreta Debora, la bella che in un ballo sensuale passa tra le braccia di Otello e Iago (il bel Nicholas Vaporidis) per far ingelosire una bionda Desdemona, ovvero Laura Chiatti.

«Credo che mi doppieranno - ammette Francesca Lukasik - l’emozione mi ha un po’ tradita, in fondo era la mia prima volta su un set, ma è stata un’esperienza unica, che ripeterei subito nonostante il freddo di quei giorni e le riprese tutte in notturna, con orari duri per chi non è abituato a certi ritmi. Ho trovato un cast di persone disponibili, dal regista che ha dimostrato pazienza ed una particolare attenzione. La parte più difficile è stata il ballo, un tango molto sensuale che mi vede protagonista con gli altri attori, ma fortunatamente a correre in mio aiuto c’era il coreografo Luca Tommasini, che ha lavorato anche con Madonna ed ora è a X Factor».

I balli e alcune riprese sono state girate a villa Ca' Marcello di Piombino Dese e la poco più che ventenne Francesca, conosciuta per il suo passato da miss e presente da modella, non era l’unica padovana, hanno lavorato a «Iago» quasi una decina di ballerini «nostrani». Da Matteo Bassano a Rimi Cerloj, artista di origine albanese che fa partecipato a lavori importanti come «Notre Dame de Paris», il giovane monselicense Nicolò Fornasiero, Elena Trevisan, Monica Bergamasco. Per loro l’esperienza è stata un pò meno divertente, tra nottate passate a girare, lunghi pomeriggi in attesa, pasti consumati al freddo e abiti poco comodi.

«I costumi non sono stati il massimo - spiega Matteo - a
me è toccata una calzamaglia in pizzo azzurro scomodissima e poco adatta al freddo. Abbiamo fatto da comparse e ballato relativamente poco, ma alla fine ci siamo divertiti, nonostante la mole di ore di lavoro ed i pasti al freddo. La fortuna di lavorare con gli amici è che ci si diverte comunque».

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