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La disperazione del papà

«La strada era ghiacciata
ma Gianluca forse correva»

Da venerdì c’è un mesto via vai di persone che entrano ed escono dalla villetta di via Dei Kennedy dove viveva Gianluca Servadio, il ventunenne che ha perso la vita giovedì sera dopo essere uscito di strada a bordo della sua auto, lungo la Provinciale 17 a Cartura.

 Sono decine gli amici che in queste ore si stringono a papà Luca, mamma Lina e alla sorellina Teresa. Lacrime, ricordi e vani tentativi di trovare una qualche consolazione: il clima è pesante e intriso di dolore. «Gianluca aveva un mare di amici - racconta il papà - ne stiamo avendo la prova proprio adesso, vedendo quanti ragazzi vengono a trovarci. Del resto lui amava stare con le persone, era sempre in cerca di farsi nuovi amici, gli piaceva la compagnia. E’ difficile accettare quello che è accaduto. Sono stato a vedere il luogo in cui è avvenuto l’incidente - aggiunge Luca Servadio - sicuramente fra le cause della sbandata dell’auto c’è stato il ghiaccio, ma credo anche la velocità. Mio figlio non era uno che correva, non aveva mai preso una multa e non aveva mai fatto un incidente, ma alla sua età spesso si sottovalutano certi pericoli. Forse l’altra sera ha affrontato quella strada con superficialità».

Prima di iscriversi all’università, al Dams di Padova, Gianluca aveva lavorato nell’azienda del padre, la Fairness Srl di Due Carrare: «Dopo le superiori aveva deciso di non studiare - ricorda il papà - e ha trascorso un anno nell’azienda di famiglia. L’anno scorso ha deciso di riprendere gli studi, era attratto dal mondo dello spettacolo, avrebbe voluto diventare un organizzatore di eventi. Per questo si era iscritto al Dams, all’indirizzo Moda e Spettacolo. Da un po’ di tempo aveva iniziato a seguire anche la palestra Plus Body di Mezzavia, sempre proprietà di famiglia, dove, oltre a lavorare, si allenava. Anche lì si era fatto tanti amici».

E questa sua generosità si è espressa anche attraverso la donazione delle cornee, autorizzate dalla famiglia. Ieri mattina è stata eseguita l’autopsia: l’esame ha confermato che è morto a causa delle gravissime lesioni che ha riportato nello schianto. «Il funerale si svolgerà martedì pomeriggio - aggiunge il papà - e sono sicuro che la chiesa non potrà contenere le centinaia di amici che vorranno salutare per l’ultima volta Gianluca». Intanto anche ieri è continuato su Facebook lo scambio di messaggi fra gli amici
del giovane, in particolare i compagni della squadra di calcio dell’Azzurra Terradura in cui militava da un anno e che oggi, in segno di lutto, non scenderà in campo. «Sul feretro metteremo la sua maglia - dice il capitano Victor Pierangelo - e fiori bianchi e azzurri, i colori della società».

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