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Padova, 30 centimetri dall’esondazione

Il cimitero allagato all'Arcella

In città preoccupa il livello dei canali Ca’ Rinaldini e Fossetta

PADOVA. Non resta che sperare. Se quanto previsto dal meteo si avvererà, oggi dovrebbe essere il giorno della tregua. Una tregua quantomai attesa, in città come in provincia. Perché anche quella di ieri è stata una giornata all’insegna dell’emergenza. A Padova preoccupa il livello del canale Ca’ Rinaldini, a soli 30 centimetri dalla quota di esondazione. Mentre in provincia la situazione più grave è stata registrata nella Bassa. A Monselice, nella frazione di Marendole, è franato un argine d ...

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PADOVA. Non resta che sperare. Se quanto previsto dal meteo si avvererà, oggi dovrebbe essere il giorno della tregua. Una tregua quantomai attesa, in città come in provincia. Perché anche quella di ieri è stata una giornata all’insegna dell’emergenza. A Padova preoccupa il livello del canale Ca’ Rinaldini, a soli 30 centimetri dalla quota di esondazione. Mentre in provincia la situazione più grave è stata registrata nella Bassa. A Monselice, nella frazione di Marendole, è franato un argine del Bisatto. Mentre tra Stanghella, Boara e Vescovana, è il Fratta Gorzone ad essere ormai al collasso. A Montegrotto il sindaco Luca Claudio ha fatto arrivare un’idrovora con cui si è affrettato a travasare l’acqua del Rialto per evitare che la sua città «affondi». Paura anche a Vo’ Euganeo, dove la campagna è stata quasi completamente allagata. Un po’ di pace giunge solo dall’Alta padovana, dove il livello del Muson dei Sassi è progressivamente sceso.

L’EMERGENZA. «E’ previsto un miglioramento. La pioggia dovrebbe smettere di scendere - rivela Alessandro Sallusto, vice prefetto aggiunto - Solo in questo modo potremo avere un po’ di sollievo dal punto di vista idraulico. Stiamo tenendo sotto controllo il Fratta Gorzone, che ha raggiunto livelli di guardia. E per questo abbiamo messo in allerta i volontari di Stanghella, Vescovava, Sant’Urbano e Boara Pisani. Il Bacchiglione fortunatamente non desta più preoccupazione e neppure il Brenta».

Ma ieri mattina un po’ di apprensione c’era eccome. Semplicemente per il fatto che il Consorzio di bonifica aveva annunciato la necessità di svuotare i fossati, riversando quindi l’acqua nei fiumi. Ma con una situazione del genere una simile operazione poteva rivelarsi disastrosa.

«Dopo qualche ora abbiamo dovuto fermare le pompe di scarico dei Consorzi - ammette Tiziano Pinato, dirigente del Genio civile - in particolare ci siamo resi conto che il livello del Fratta Gorzone stava crescendo a dismisura. Per quel che riguarda Padova il Bacchiglione cresce ma non come la scorsa notte. In generale comunque, i fiumi e i canali sono tutti oltre il livello di guardia. Sta arrivando ancora molta acqua dai Berici. Restiamo in attesa di vedere come intervenire. Abbiamo diverse frane sugli argini: a Pontelongo, Cervarese Santa Croce, Monselice e una a Padova nella Golena San Massimo».

PROTEZIONE CIVILE.
«Il maggior numero di volontari attualmente è impiegato nel distretto della Bassa padovana - dice Maria Cristina Gazzin, funzionario del servizio di Protezione civile della Provincia - ci sono situazioni critiche nella Bassa padovana, nei Comuni dell’area del monselicense. A Monselice c’è la rete consortile che sta soffrendo: abbiamo attivato le motopompe e le idrovore. I volontari stanno monitorando il Bisatto giorno e notte, perché c’è stato un crollo arginale a Marendole. Sono stati segnalati dei fontanazzi anche nel montagnanese, lungo il percorso del Fratta Gorzone». Un’altra notte di lavoro quindi, per tutti i volontari impiegati.

ALLARME IN CITTA’. A 30 centimetri dalla soglia di rischio: è il canale di Ca’ Rinaldini, a Monta, il punto più delicato dell’emergenza maltempo a Padova negli ultimi due giorni. Palazzo Moroni, in collaborazione con il genio civile e il consorzio di bonifica, ha tenuto costantemente sotto controllo il livello delle vie d’acqua cittadine. «Non siamo mai stati veramente a rischio - spiega l’assessore alle manutenzioni Mauro Bortoli - Ieri sono scesi una ventina di millimetri di pioggia. Una quantità modesta, ma che dopo diversi giorni di pioggia è comunque difficile da gestire».

L’altro canale a rischio della città è il Fossetta, che scorre interrato sotto le vie Durer e Machiavelli all’Arcella, e che in caso di esondazione rischia di mandare sott’acqua tutto il quartiere. Ma il suo livello nelle scorse ore è stato abbondantemente sotto la soglia di rischio.

CIMITERO ALLAGATO. Il maltempo non ha risparmiato neanche i morti. Al cimitero dell’Arcella alcune tombe sono finite sott’acqua. Gli allagamenti hanno coinvolto in modo particolare la parte ovest e il lato sud del camposanto, in via Alticheri da Zevio. Si sono allagate sia le sepolture al centro del cimitero, che le tombe costruite ai piani terra delle cappelle.