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Fratta Gorzone ormai al collasso
Aperti invasi per 1.100 chilometri

Allerta a Vescovana, Stanghella, Sant’Urbano e Boara Pisani, tutti i comuni percorsi dal fiume

STANGHELLA. Le maggiori tensioni in fatto di maltempo si sono registrate ieri nei territori comunali di Vescovana, Stanghella, Sant’Urbano e Boara Pisani, le municipalità rivierasche del Fratta-Gorzone. E’ questo corso d’acqua che ha presentato infatti le maggiori problematicità. Ieri, a mezzogiorno, il Genio civile ha ordinato al Consorzio di Bonifica Euganeo di fermare le idrovore che portano l’acqua nel collettore del Fratta-Gorzone.

«Vista l’alta marea allo sbocco del Fratta in mare - spiega Paolo Vigato, presidente del Consorzio - si erano venuti a creare forti problemi di deflusso. E’ stato necessario stoppare l’apporto d’acqua al collettore, dando via all’invaso delle acque nella rete di bonifica del territorio». Una rete fatta di 1.100 km di canali che tuttavia non sono bastati. Gran parte dei campi che costeggiano argini e golene sono infatti stati letteralmente sommersi.

In molti casi le acque hanno lambito vecchi casolari, in parte ancora abitati e quindi in evidente pericolo di allagamento e isolamento. Già nel pomeriggio del giorno prima a Stanghella era tracimato un fossato in località Beolo, allagando la strada. Sul posto sono intervenuti personale comunale e due squadre della Protezione Civile con pompe, sacchi e manicotti.

Singolare, sempre a Stanghella, l’intervento serale in via Canaletta Superiore: due importanti pompe di sollevamento, collocate in una proprietà privata, necessitavano di un urgente intervento. I tre operai del Cvs non sono riusciti ad entrare nella proprietà perché l’anziana padrona di casa, sola in casa, non voleva proprio sapere di aprire il suo portone a quell’ora a degli sconosciuti.

E’ dovuto intervenire il sindaco Mauro Sturaro come «rassicurazione». La situazione peggiore si è registrata tra gli argini del Fratta e quelli del Santa Caterina (Frassine), in territorio comunale di Vescovana. «Basti pensare che la pizzeria “Al Porto” non è stata toccata dalle acque solo per qualche metro - spiega il sindaco Elena Muraro - Fortunatamente sono poche le abitazioni che effettivamente corrono il rischio di subire direttamente un’esondazione.
Abbiamo comunque squadre di volontari che si turnano ogni tre ore». Altri allegamenti di abitazioni si sono verificati ad Anguillara Veneta, in via Ca’ Giovannelli: anche in questo caso si è reso necessario l’intervento della Protezione civile con gli appositi sacchi piena di sabbia.

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