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La visita del presidente della Repubblica

«Orgogliosi di concedere la cittadinanza di Padova al capo dello Stato »

Domani sarà al Tito Livio e poi a Villa Giusti per celebrare l’Armistizio

PADOVA. Una pagina di vita privata della giovinezza e la Grande Storia riportano a Padova Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica, dopo un paio di visite ufficiali a Venezia, mercoledì sarà in città per celebrare l’Armistizio della Grande Guerra, firmato il 3 novembre 1918 fra l’impero Austro-Ungarico e l’Italia-Intesa, nella villa del conte Giusti del Giardino.

Il protocollo del Quirinale ha previsto solo un incontro privato, perché le celebrazioni ufficiali si terranno a Redipuglia e a Vittorio Veneto, luoghi sacri alla Patria. Ma Napolitano, con la sua presenza a Villa Giusti, colma un vuoto «storico» dato che sarà il primo capo di Stato italiano a tornare dove fu firmato l’Armistizio. Mai nessuno, nemmeno Mussolini e il re, vennero a Padova per celebrare il trionfo del 1918, ricorda Giuliano Lenci, medico, storico del Risorgimento e consigliere del Pd a Palazzo Moroni, ieri ad Abano con il principe Vittorio Emanuele di Savoia.

LA
GIORNATA. Napolitano, che arriverà a palazzo Santo Stefano questa sera accolto dal prefetto Michele Lepri di Gallerano, ha un’agenda fitta di appuntamenti. Alle 9,30, dopo una breve passeggiata, tornerà al Tito Livio dove nel 1942 ottenne la maturità classica. Sarà un tuffo nei ricordi di giovinezza, quando maturò il suo impegno civile di antifascista, che lo portò ad iscriversi al Pci. E per annodare il filo della memoria, Lenci racconta quando al V congresso del Pci, si schierarono con tenacia dalla parte di Togliatti, che impose la fine dell’opzione rivoluzionaria. «Allora ero un giovane delegato di Pisa», spiega Lenci, «e la discussione fu animata dagli interventi di Terracini, della Rossanda e Macaluso. Alla politica io scelsi la professione del medico, ma ricordo con orgoglio che Napolitano sostenne una grande idea: trovare un’intesa, sulle ceneri del fascismo, con gli universitari della Fuci, allora guidati da Giulio Andreotti e da Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI».

Ma torniamo a Padova. Napolitano, al Tito Livio, verrà accolto dalla preside Daria Zangirolami che al capo dello Stato offrirà come omaggio una copia del registro di classe dell’anno 1941-42 con tanto di pagella dello studente-Presidente: una sfilza di 8 e 7, a partire dalla cultura militare, propensione naturale al rigore che lo porterà ad una esaltante carriera politica.

LA CITTADINANZA ONORARIA. Alle 10 di domani, Napolitano sarà a Palazzo Moroni per incontrare il sindaco Flavio Zanonato e i capigruppo. Qui riceverà la cittadinanza onoraria di Padova, approvata ieri sera in consiglio comunale all’unanimità. «Napolitano ha un forte legame con la nostra città», spiega la presidente Milvia Boselli, «e siamo molti orgogliosi di consegnargli un riconoscimento che ci riempie d’orgoglio: egli rappresenta una figura istituzionale di altissimo profilo per il senso di indipendenza e di equilibrio sempre manifestato. Anche gli avversari riconoscono a Napolitano un altissimo profilo. L’Armistizio della Grande Guerra? Io penso che il Presidente farà sentire la sua voce in difesa della pace, a sostegno di una società che ripudia la guerra, come dice la Costituzione».


L’INCONTRO CON I SINDACI E IL PRESIDENTE GALAN. A Palazzo
della Ragione, Napolitano incontrerà il governatore Galan, il presidente della Provincia Casarin e tutti i sindaci del Padovano. Sarà difficile eludere i temi del momento: la riforma dell’università e della scuola, con l’ateneo che ribolle, e il federalismo per rilanciare il ruolo dei Comuni.

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