Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Sequestrati e rapinati in villa
l'ex re dei jeans e la moglie

Rodolfo «Tato» Bardelle e Favorita Converso erano appena rientrati nella loro casa a Pontelongo

Si sono trovati una pistola puntata in faccia, di ritorno da una cena a Cavanella d’Adige. E sono stati costretti ad aprire la cassaforte e a consegnare ai banditi ori, orologi e contanti. Rapina in villa la notte scorsa a Pontelongo in via Villa del Bosco 105 a casa di Rodolfo «Tato» Bardelle, 64 anni, il «Renzo Rosso degli anni Ottanta», il re dei jeans marchiati Outsider, Americanino e Kinghino. L’uomo, nato a Chioggia, è stato rapinato e sequestrato per quasi un’ora insieme alla moglie F ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Si sono trovati una pistola puntata in faccia, di ritorno da una cena a Cavanella d’Adige. E sono stati costretti ad aprire la cassaforte e a consegnare ai banditi ori, orologi e contanti. Rapina in villa la notte scorsa a Pontelongo in via Villa del Bosco 105 a casa di Rodolfo «Tato» Bardelle, 64 anni, il «Renzo Rosso degli anni Ottanta», il re dei jeans marchiati Outsider, Americanino e Kinghino. L’uomo, nato a Chioggia, è stato rapinato e sequestrato per quasi un’ora insieme alla moglie Favorita Converso, 68 anni, detta «Ita», originaria di Cavarzere. I ladri - tre, armati di pistola, cacciavite e coltello - hanno scavalcato l’alta recinzione sul retro e poi hanno aspettato che la coppia scendesse dalla Audi A6 e aprisse la porta di servizio.

L’allarme, secondo quanto appurato, non era stato inserito. I rapinatori - che secondo quanto riferito da «Tato» e «Ita» parlavano in italiano ma con accento dell’Est europeo - una volta all’interno della lussuosa villa, hanno costretto i coniugi a scendere in cantina e ad aprire il forziere, fuggendo con un bottino di circa 100 mila euro, dopo averli chiusi dentro. Mezz’ora più tardi «Tato» Bardelle è riuscito a sfondare la porta e a chiamare i carabinieri. L’uomo (che nell’aprire la porta si è ferito all’avambraccio sinistro) ha rifiutato di andare al pronto soccorso. Illesa anche la moglie, che però durante il colpo si è presa due ceffoni da uno dei banditi, che poi l’ha calmata dandole un bicchiere d’acqua.

Il colpo è stato messo a segno verso le 23,30 di sabato. «Tato» Bardelle e la moglie sono stati spinti all’interno della villa dai tre che li hanno costretti a sedersi su un divano. Poi hanno chiesto all’uomo di aprire le tre casseforti che secondo loro erano in cantina. In realtà in cantina c’è un solo forziere. Mentre la cassaforte veniva svuotata, uno di loro è andato in camera da letto, al piano superiore, per completare la razzia. Prima di fuggire (e chiudere la coppia in cantina) i rapinatori si sono fatti consegnare le chiavi dell’auto, il telecomando del cancello e gli orologi che marito e moglie avevano al polso: un Cartier d’oro lei, un IWC lui. Portati via anche un orologio d’oro con diamanti da donna, un Patek Philippe e un Corum Bubble. I contanti, circa 13 mila euro, li avevano addosso i coniugi. Tremila euro lui, circa 10 mila euro in contanti lei. Soldi che la signora Bardelle aveva con sé da qualche giorno e che sarebbero serviti per sistemare la camera del loro unico nipotino. Un bel «regalo» per i rapinatori, che forse non si aspettavano di trovare addosso alle due vittime tanto denaro in contante.

Comunque sia, per i carabinieri del Nucleo investigativo provinciale comandati dal maggiore Ivan Petracca e gli uomini della Prima sezione «antirapina» del tenente Giuseppe Bonadonna, si è trattato di una rapina «vera». Anche se non se la sentono di escludere nulla in questo momento. Dato che ci sarebbero ancora alcuni punti da chiarire. Per esempio, nonostante Rodolfo Bardelle e Favorita Converso vivano praticamente da sempre nella villa (con annesse piscina e vasca idromassaggio all’aperto) a Pontelongo, figurano essere soltanto i custodi dell’edificio.

La villa, infatti, risulta intestata ad una società immobiliare di Abano, la Gecofin che riporterebbe ad una società con sede in Lussemburgo, uno dei paradisi fiscali mondiali. Inoltre, i marchi Outsider e Americanino non esistono più. Solo la marca di jeans Jacob Cohën, resiste: ma del business di famiglia se ne occupa il figlio Nicola, che vive fra Londra e Adria. Già. Perché Rodolfo Bardelle in questi anni ha conosciuto alterne fortune, finendo anche nel mirino della giustizia per questioni finanziarie poco chiare. E in questo momento non è titolare di alcuna attività imprenditoriale. Anche se risulta essere socio di un circolo privato (il Royal Club) in via Ungheria sempre a Pontelongo. Ma da ieri Bardelle è soprattutto l’ennesima vittima di una rapina in villa. Un colpo messo a segno da persone che erano a conoscenza di troppi particolari. Forse fra loro c’è anche un basista, uno che sapeva dove erano i preziosi e che la villa non era videosorvegliata.