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Lotta alla criminalità

Sicurezza, diminuiscono i furti
nei primi sette mesi dell'anno

L’assessore Carrai: «I dati del 2007 hanno registrato un forte incremento per l’effetto indulto Torniamo alla norma»

Un padovano su trentatré è stato derubato negli ultimi sei mesi. Meglio è andata a chi risiede a Limena (1 su 46), o a Veggiano (1 su 52), o a Noventa Padovana (1 su 53). E’ quanto emerge dallo «specchio riepilogativo» presentato ieri in comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura. Uno specchio che «prende» in considerazione furti, rapine, estorsioni, truffe e omicidi commessi a Padova e nei Comuni dell’area metropolitana da gennaio a luglio di quest’anno confrontando il dato con lo stesso periodo dell’anno precedente. Risultato? I furti sono complessivamente calati del 28,79 per cento, passando da 12.779 a 9100. Tutto bene, dunque? Nemmeno per sogno. Perché la «pressione» dei ladri sembra si sia solo spostata.

Già. Perché se a Padova città il calo dei furti è sopra la media (29,40 per cento), in altre realtà il dato è in controtendenza. Per esempio, Abano Terme dove i furti in appartamento sono cresciuti del 13,33 per cento. O Cervarese Santa Croce (+33.33 per cento), Limena (+21,43 per centro), Mestrino (17,65 per cento), Saonara (+66,67 per cento). Vero che si tratta di incrementi percentuali su numeri piuttosto piccoli, tuttavia, è il trend che diventa interessante, più che le cifre assolute. Perché, evidentemente, gli incrementi percentuali indicano che il microcrimine dal capoluogo si è spostato nella prima periferia oppure in cintura urbana. Uno spostamento dovuto alla pressione continua da parte delle forze dell’ordine in città. Come non ricordare la brillante operazione che più o meno un anno fa permise alla squadra Mobile diretta dal vice questore aggiunto Marco Calì di smantellare un gruppo formato da decine e decine di predoni rumeni e moldavi dediti al saccheggio in città e provincia. Tutte persone che, scarcerate o meno, hanno cambiato zona o sono ritornati in patria.

Ma a incidere pesantemente sulla riduzione dei reati in città è anche l’indulto. O meglio, l’effetto indulto. La pensa così anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Padova Marco Carrai, che insieme al collega assessore Ivo Rossi ha partecipato alla riunione in prefettura. «I dati relativi al 2007 hanno registrato un’impennata per l’effetto dell’indulto - ha spiegato- ora, anche grazie all’operato delle forze dell’ordine stiamo ritornando diciamo così alla normalità». Dunque, numero di reati resta elevato, nonostante il sensibile decremento. D’altra parte il dato di Padova che indica che un padovano su trentatré (32,8 per cento, per l’esattezza) ha subito un furto fra gennaio e giugno di quest’anno spiega da solo perché la percezione di insicurezza in città sia così alta e in controtendenza rispetto alla sicurezza reale.

Per questo motivo l’assessore Carrai insiste che è sulla percezione di sicurezza che è necessario lavorare. Al punto da essere favorevole all’invio dei militari a Padova. «Io o dato una lettura positiva all’invio dei soldati in città - spiega Carrai - Perché se utilizzati in un certo contesto non disturbano. Eppoi è sempre meglio che lasciarli dentro le caserme ad attendere chissà cosa. Ma parlando di percezione di sicurezza, più che i militari è sulla certezza della pena e sui processi brevi che bisogna puntare. Solo così la percezione dei cittadini sulla sicurezza scendere».

Tornando ai dati, è da notare che tutte le tipologie di reato sono in calo cominciando dai furti, passando per rapine e truffe. Mentre gli arresti sono in aumento, a differenza delle denunce in calo perché il dato nel 2008 tiene conto dei rumeni che da gennaio del 2007 sono diventati comunitari. Da segnalare il caso di Albignasego dove le truffe sono aumentate del 45 per cento passando da 11 a 16. O Selvazzano Dentro che ha registrato un decremento sensibile di rapine (passate da 6 a 1). O Ponte San Nicolò forte di un meno 68,9 per cento di furti in casa. «Questi dati comunque li si voglia leggere - conclude l’assessore Carrai - sono positivi, perché indicano un decremento vero, reale. Certamente se da un lato sono soddisfatto dall’altro penso che questo specchio riepilogativo debba servire da stimolo per le amministrazioni e per tutti i soggetti che operano per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, residenti in città o in cintura».

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