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Nostro sondaggio sulla sicurezza

Sicurezza, in città 45 soldati

E' questo il numero di militari destinato a Padova dalle misure approvate dal Governo

per garantire la sicurezza. In tutta Italia i soldati impegnati in città saranno tremila: duemila destinati alla sorveglianza dei siti sensibili e mille per il pattugliamento congiunto con le forze dell’ordine. A Padova i militari si stanno già addestrando e potranno essere impiegati da metà agosto
Essenziale nelle informazioni, attento a rispettare il vincolo del ruolo, in perfetto equilibrio fra Viminale e Comitato per l’ordine e la sicurezza.

Michele Lepri Gallerano, da quattro mesi prefetto di Padova, spiega l’arrivo dei militari in versione ordine pubblico con tono pacato: «Da quanto si può capire, non saranno effettivamente operativi in città prima della metà di agosto. I compiti sono invece fissati dalla normativa entrata in vigore per decreto, mentre il loro dispiegamento nel territorio avverrà in seguito alla riunione del Cosp».

Quali sono le comunicazioni ufficiali che ha già ricevuto?
Come è noto, è stato firmato l’accordo che prevede l’impiego dei militari in dieci città fra cui anche Padova. Il contingente previsto in città è di 45 unità più sei. E si tratta di militari che sono già presenti a Padova.

Come saranno impiegati?
Nel pattugliamento. Rappresentano un aiuto alla sicurezza percepita. Spetta al Comitato indicare le zone in cui c’è bisogno di questa presenza. Per il momento, si è convenuto che l’impiego sarà nel contrasto dello spaccio. E i militari, di certo, contribuiranno a presidiare la zona della stazione.

L’armamento, invece, di che tipo sarà?
Avranno in dotazione l’arma corta, non il fucile, come previsto nei servizi di ordine pubblico. All’estero, i militari hanno in dotazione anche lo sfollagente. Non necessariamente è contemplato per le città. Ma è un altro dei dettagli ancora da definire in base alle indicazioni ministeriali.

I compiti concreti dei “poliziotti con la mimetica”?
Il pattugliamento congiunto con le forze dell’ordine, cui spetta comunque il ruolo di “guida”. Per decreto, ai militari ora è permessa l’identificazione delle persone controllate e anche la loro perquisizione. Requisito indispensabile per poter affiancare gli agenti di polizia.

Prefetto, si sa quanto durerà la presenza dei militari in città?
La durata è temporanea. In questi giorni, stanno frequentando un corso di formazione che li addestra al nuovo ruolo. Senza questo passaggio, sarebbe stato improbabile il loro utilizzo.

Dunque, non si vedranno subito in azione?
Da quanto mi è stato comunicato ufficialmente, posso capire che bisognerà attendere. Entro la metà di agosto, tutto sarà predisposto per vedere i militari di pattuglia nelle zone indicate dal Cosp d’intesa con questura e comando dell’Arma.

Prefetto, come valuta lo stato della sicurezza a Padova?
Ho già avuto modo di dichiarare recentemente come le forze dell’ordine stanno assicurando un grosso, prezioso e diffuso lavoro. Lo
scorso anno, sono stati effettuati oltre 300 mila controlli di persone. Una cifra che parla da sola, rispetto all’attività quotidiana. Ora il governo ha disposto l’invio dei militari. Si tratta di un aiuto in più, che vedremo di utilizzare in base anche a ciò che rientra nelle prerogative del Cosp.

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