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La scalata di Roby Dalla Libera
L'ex silenzioso impiegato diventato vero boss di Conselve

CONSELVE. Sono lontani i tempi in cui Roberto Dalla Libera era un semplice dipendente dell’acquedotto Conselvano. Sono talmente lontani che nessuno ricorda più il colore della valigetta che si portava sempre appresso quando, ogni pomeriggio, raggiungeva la sede del Consorzio di sviluppo economico e sociale del Conselvano.

Erano i primi anni ’80, il presidente era Francesco Briani e Roberto Dalla Libera, laureato in giurisprudenza, lavorava anche come segretario amministrativo di questo nuov ...

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CONSELVE. Sono lontani i tempi in cui Roberto Dalla Libera era un semplice dipendente dell’acquedotto Conselvano. Sono talmente lontani che nessuno ricorda più il colore della valigetta che si portava sempre appresso quando, ogni pomeriggio, raggiungeva la sede del Consorzio di sviluppo economico e sociale del Conselvano.

Erano i primi anni ’80, il presidente era Francesco Briani e Roberto Dalla Libera, laureato in giurisprudenza, lavorava anche come segretario amministrativo di questo nuovo consorzio. Un lavoro silenzioso il suo, quasi invisibile, ma costante e prezioso. Al punto che nel 1993, quando Cosecon ha gettato i panni del consorzio per diventare una Società per azioni, Roberto Dalla Libera è stato nominato direttore generale. E non poteva che essere così, vista la sua grande esperienza nell’ambito finanziario e amministrativo.

Più di tutti ha saputo sfruttare il boom dei finanziamenti europei, portando sempre nuovi soci e riuscendo così a realizzare la nuova sede di tre piani che si trova in via dell’Industria a Conselve. Era lui che manteneva i rapporti con gli uffici tecnici comunali, ma anche e soprattutto con Provincia e Regione. Così facendo è riuscito a programmare lo sviluppo di molte aree industriali del Conselvano e in generale della Bassa Padovana. Da Conselve a Terrassa, passando per Maserà, Anguillara, Agna e Bagnoli di Sopra. Molte aree agricole sono state urbanizzate per sua volontà e sotto sua indicazione, grazie ai finanziamenti che lui riusciva ad ottenere. Per i sindaci di molti paesi Roberto Dalla Libera era un boss, per altri un benefattore, per altri ancora solo un uomo d’affari.

Un cartello di aziende.
«Ho sempre avuto una strana sensazione. Mi sono chiesto molte volte se tutto fosse pilotato. Sospettavo ci fosse un «cartello di aziende», perché vincevano sempre le solite. Tutte le opere di urbanizzazione nel Conselvano sono state fatte da due o tre ditte». Luciano Sguotti, sindaco di Conselve dal 2002 al 2007 ed esponente del Pd, conosce bene Cosecon e pure Dalla Libera. Ora può permettersi di seguire questa indagine da un osservatorio privilegiato. Perché era proprio lui, da sindaco, che si stupiva di fronte alle indicazioni esposte all’esterno dei cantieri. «Certo Dalla Libera ha pure dei pregi - ammette - ha reso Cosecon un ente finanziario, non solo di servizio».

Azienda decapitata.
Oltre a Roberto Dalla Libera sono stati arrestati anche Andrea Breda, ingegnere ambientale, residente a Sant’Angelo di Piove e responsabile dell’ufficio tecnico. Era lui che predisponeva i capitolati, curandone la parte tecnica e urbanistica. Ultimamente aveva cominciato ad occuparsi anche di energie alternative. In particolare si occupava dell’impianto ad olio vegetale da 8,8 milioni di euro che entro la fine del 2008 dovrebbe entrare in funzione nella zona industriale di Conselve. Silvia Ginesi invece, 41 anni, casa a Cona (Venezia), si occupava dell’aspetto legale delle gare d’appalto. «Hanno suonato il campanello alle 6.30 di mattina e non so ancora niente - ha detto ieri pomeriggio Nadia Brugiolo, madre di Andrea Breda - mio figlio non ha fatto niente».

Il presidente.
«Oggi era prevista l’approvazione del bilancio, ma purtroppo abbiamo dovuto parlare anche di altre questioni - riferisce Paolo Giopp, presidente Cosecon - ora dobbiamo valutare se ci sono i termini per la sospensione e per avviare i provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti. Breda e Ginasi rivestivano ruoli cruciali».