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Droga, raffineria di eroina in appartamento

Una raffineria di droga in città. La scoperta è dei carabinieri che in un appartamento in via Sorio 2 hanno arrestato un albanese di 22 anni, ufficialmente piastrellista ad Albignasego, e un suo connazionale clandestino. Oltre a una pistola, rubata, sono stati sequestrati quasi 21 chili di eroina purissima, solventi e strumenti vari: «tagliati» i chili sarebbero diventati cento, per un valore di quasi 2 milioni di euro.

Una «raffineria» di eroina in città. Questa la sconcertante scoperta fatt ...

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Una raffineria di droga in città. La scoperta è dei carabinieri che in un appartamento in via Sorio 2 hanno arrestato un albanese di 22 anni, ufficialmente piastrellista ad Albignasego, e un suo connazionale clandestino. Oltre a una pistola, rubata, sono stati sequestrati quasi 21 chili di eroina purissima, solventi e strumenti vari: «tagliati» i chili sarebbero diventati cento, per un valore di quasi 2 milioni di euro.

Una «raffineria» di eroina in città. Questa la sconcertante scoperta fatta dai militari della Seconda sezione (capeggiata dal maresciallo Daniele Friso) del Nucleo investigativo provinciale diretto dal maggiore Ivan Petracca. I carabinieri, sabato sera, hanno effettuato un blitz all’interno di un mini in via Sorio 2 (in un edificio di fronte alla concessionaria della Ferrari, tanto per intenderci), sequestrando 20,7 chili di eroina purissima che - una volta «tagliati» a dovere - sarebbero diventati 100 chili, per un valore di quasi 2 milioni di euro. In cella sono finiti due insospettabili: Indrit Elezi, albanese, 22 anni, residente in via Redi 2, di professione piastrellista nell’azienda dello zio ad Albignasego e Andi Iapraku, albanese, 33 anni, clandestino.

Quest’ultimo, appoggiata sul comodino in fianco al letto dove stava seduto a confezionare i panetti di eroina, aveva una Beretta calibro 7,65 con il colpo in canna. Arma risultata rubata il 5 gennaio scorso in un appartamento a Treviglio, nel Bergamasco. E bravi sono stati i carabinieri che con un’azione lampo sono riusciti ad immobilizzare Iapraku prima che potesse afferrare la pistola: sarebbe stato un bagno di sangue. Indrit Elezi, invece, non ha mosso un muscolo. Vicino a loro (l’appartamento di proprietà di un padovano e intestato ad una persona straniera che ora è sottoposta ad un’ulteriore indagine per capire se abbia legami con gli arrestati) c’erano due bacinelle e circa 40 confezioni di eroina per un totale di oltre venti chili di stupefacente. I due avrebbero dovuto aprire i «panetti», grattugiarli dentro le bacinelle e impastarli (anche grazie a dei solventi) a sostanza da taglio in modo da quadruplicarne (minimo) il peso. Un’operazione complessa che richiede una conoscenza specifica della materia. Fra l’altro, che i due fossero incensurati (compreso il clandestino, che non era mai stato controllato), fa pensare che facessero parte di un’organizzazione ad un livello alto. Non pusher, non grossisti, e nemmeno corrieri. Bensì pedine di raccordo fra chi la droga la importa e i distributori di Padova.

I militari del Nucleo investigativo sono arrivati all’appartamento al piano terra del civico 2 di via Sorio grazie ad alcune segnalazioni. Tuttavia, non è stato semplice far scattare le manette ai polsi dei due albanesi. I carabinieri, infatti, hanno «fatto la posta» all’appartamento per tre giorni e tre notti. Senza mai trovare alcun riscontro. Poi, improvvisamente è arrivato una persona con un sacco sulle spalle tipo «Babbo Natale». I militari hanno atteso che salisse. Sono entrati nell’edificio, hanno atteso il momento propizio e con un ariete hanno sfondato la porta che era chiusa a chiave. Elezi e Iapraku sono stati bloccati e portati in caserma (prima) e in cella (poi).

Ora le indagini proseguono: l’idea sarebbe di andare a «colpire» ancora più a monte, cioè scovando gli importatori «balcanici». Un lavoro complesso che l’Arma smentisce sia interconnesso con le indagini sull’uccisione di Veledin Serdari, l’albanese di 25 anni, «giustiziato» sull’argine del Tesina a Trambacche di Veggiano a fine maggio. Un omicidio i cui contorni si mescolano con quelli dello spaccio.