Dopo l'annuncio che il governo punta a impianti di terza generazione

Nucleare, sì di Galan a una centrale nel Veneto
«Perché no Porto Tolle? Meglio che a carbone»

«Nucleare in Veneto? Perché no?». Giancarlo Galan, presidente della giunta regionale, dice che l'impianto si può prevedere, «bisogna trovare il posto giusto», che potrebbe essere Porto Tolle

    «Nucleare in Veneto? Perché no?». Lo ha detto Giancarlo Galan, presidente della giunta regionale, a margine dell'assemblea di Unindustria Treviso, a Venegazzù. Per Galan, però, «bisogna trovare il posto giusto». Quale potrebbe essere? Porto Tolle, in Polesine, dove, secondo il governatore veneto, «sarebbe stato meglio non costruire nulla, ma visto che c'è una centrale perché non nucleare, piuttosto che a carbone?».

    A margine dell'assemblea di Unindustria Treviso si è parlato molto della scelta del governo Berlusconi di dare il via alla realizzazione di centrali nucleari di terza generazione. Anche perché erano presenti sia un ministro del calibro di Maurizio Sacconi, sia Emma Marcegaglia, neopresidente di Confindustria. Il progetto del governo dovrebbe essere noto a giorni. Per il momento, sulla base sulla base degli studi già compiuti da Enel e Edison, si parla di quattro centrali che nel 2020 coprano il 10% dei consumi di energia o di sei centrali in vent'anni per raggiungere il 20% del fabbisogno.

    Sul nucleare «è cambiato il clima - ha detto Sacconi nel corso del suo intervento Sacconi - ma una centrale nucleare comporta un arco temporale di realizzazione non breve». E quasi a invitare Galan a insistere ha aggiunto: «C'è la maturità per accettare su certi territori queste strutture perché c'è la consapevolezza della sicurezza. Sono i tempi della realizzazione che pongono dei dubbi».

    «Non è un problema ideologico ma concreto e serio», ha affermato Emma Marcegaglia. Per lei la crescita dell'Italia non può essere condizionata dall'aumento del prezzo del petrolio o dalla fornitura di gas da parte di pochi Paesi. «Guardiamo cosa fanno gli altri Paesi - ha detto - e poi decidiamo, non facciamoci condizionare dalla solita politica del no. In tutto il mondo è ripreso il dialogo sul nucleare e il tema va affrontato in modo laico e concreto».

    Da notare che un altro ministro veneto, il leghista Luca Zaia (Politiche agricole), a Conegliano alle centrali nucleari ha riservato una battuta sibillina: «Mi piacerebbe sapere dove si costruiranno».

    Cosa ne pensate? Siete favorevoli alla realizzazione di centrali nucleari in Italia? Se sì, quali sono le valutazioni da compiere per stabilire se potranno essere ospitate anche in Veneto?
    24 maggio 2008

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