Menu

Zanonato: siamo col vescovo
no alle strumentalizzazioni

«Che strano (o no?), Domenico Menorello consigliere del centrodestra gongola e saluta come “una boccata d’ossigeno” l’intervento della Diocesi, e quindi del suo capo il vescovo Antonio Mattiazzo, sulla questione della nuova moschea: interpretandola di fatto come “contraria” alla posizione che in merito ha la giunta. Ebbene, si dà il caso che il sindaco di Padova invece concordi del tutto con le “riflessioni” proposte dalla Curia: rispetto alle quali la convergenza da parte della maggioranza che governa il Comune è piena, praticamente alla lettera. Quanto a pretese “difformità” tra quanto scritto dalla Diocesi e il pensiero di don Cesare Contarini direttore della “Difesa del Popolo”, sicuramente di dialogo aperto sul problema moschea, io non le vedo affatto e comunque trovo capzioso e scorretto “tirare per la manica” gli esponenti ecclesiastici cercando di far dire loro ciò che corrisponde alle proprie asserzioni. Basta con le strumentalizzazioni, che non si fermano nemmeno davanti al magistero ecclesiale».
 
Flavio Zanonato interviene per manifestare identità di vedute sulla esternazione diocesana di cui abbiamo riferito ieri. «Parole chiarissime, che sottoscrivo senza distinguo. Rileva il vescovo: “La libertà religiosa è un diritto civile fondato sulla natura stessa della persona e non sulla concessione di qualche autorità. Per questo non può essere negata né disattesa. Il rispetto delle persone passa anche attraverso il rispetto di questo diritto umano fondamentale, che costituisce pertanto un dovere per i singoli e le comunità. Un diritto-dovere che spetta alle autorità politiche e amministrative tutelare”. Non voglio aggiungere una parola. Così come concordo pienamente sull’affermazione dello stesso documento che “per superare sensi di paura e allarmismo, non è fuori luogo né lesivo della libertà religiosa che le autorità competenti chiedano - e rendano note alla città - garanzie sulla rappresentatività, le attività, i finanziamenti e i soggetti responsabili di questi nuovi centri di aggregazione e di preghiera. Il tutto nel rispetto del principio della legalità e delle esigenze di ordine pubblico”. Ecco, è precisamente quello che noi intendiamo promuovere con l’operazione nuova moschea in via Longhin: accoglienza delle esigenze dei musulmani nella nostra città (o Menorello crede che fra 10-15 anni saranno scomparsi?) e rispetto dei doveri e delle regole da parte di tutti, naturalmente immigrati compresi.

Ma al di là delle strumentalizzazioni della questione, a colpirmi è la mancanza di concrete indicazioni alternative. Il referendum che dice di volere il centrodestra, e che a noi fa tutt’altro che paura, dice solo “no” manifestando ostilità nei confronti dell’“Islam fra di noi”. Noi invece pensiamo, ancora in analogia con il testo della Diocesi, che la moschea rappresenti “un’occasione di crescita per Padova, di imparare a vivere insieme pur nella diversità”. Quanto alla richiesta di “passaggio in Consiglio comunale” del dibattito sulla moschea, che viene dall’opposizione, ciò può e deve avvenire attraverso atti puntuali da compiere in Consiglio, che per ora sono mancati, e non con uscite sui giornali. Sì al confronto, sempre osservando le regole».
 
Zanonato commenta anche le prime indicazioni sul
pacchetto-sicurezza del ministro Roberto Maroni: «Sembrano dei proclami, non proposte che affrontano tecnicamente i problemi. Abbiamo le carceri piene: cosa pensano di fare? Sono peraltro d’accordo che in Italia non possa arrivare chi vuole: per questo occorre una seria politica dell’immigrazione».

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro