Menu

Elezioni 2008 / Padova

Bitonci: «Va a Roma per dire basta all'immigrazione»

CITTADELLA. Ore 12.00. Intercettiamo il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, mentre è assieme alla madre.

Onorevole sindaco o sindaco onorevole?
Va bene sindaco.

Notte brava, ieri sera, per festeggiare l'exploit?
Assolutamente no. Ero ad una trasmissione televisiva, poi sono ritornato a casa da mia moglie e da mio figlio.

Roma la chiama. Abbandonerà Cittadella?
Farò il pendolare. E continuerò a fare il sindaco. Per quanto riguarda il lavoro, tutto procederà compatibilmente con i tempi.

Boom della Lega Nord: a questi livelli forse non se l'aspettava neppure lei.
Avevo la sensazione che avremmo vinto: da novembre, in coincidenza con la battaglia dei sindaci sulla sicurezza e sulle ordinanze, ho girato tutto il Veneto. Si sentiva che la gente cercava qualcosa.

Lo ha trovato nel Carroccio?
Diciamo che noi avevamo un programma chiaro, netto: stop all'immigrazione clandestina, sicurezza, federalismo fiscale, più potere ai sindaci.

Quanto le ha giovato l'editto anti-sbandati?
Non è solo quello. La Lega ha intercettato anche un senso di sfiducia nelle istituzioni.

Si parla per lei di un posto di sottosegretario nel governo Berlusconi III. Voci infondate?
Questo lo dice lei.

Nel senso che sono infondate?
Stiamo a vedere, la Lega non va in cerca di poltrone, Bossi è stato chiaro in questo senso. A noi interessa la realizzazione del programma elettorale. Punto e a capo.

Siete alleati con l'Mpa, la Lega Sud: come farete a realizzare il federalismo fiscale?
In Sicilia ci sono dipendenti pubblici 4 - 6 volte superiori a quelli delle amministrazioni del nord. Bisogna snellire.
Roma, la bella vita, la casta, i privilegi. Ha già pensato al suo portaborse?
I parlamentari della Lega non hanno il portaborse personale; c'è una segreteria unica per tutti.

In Veneto I la Lega è il primo partito, Padova la provincia più sorprendente. La sua analisi?
E' come un sasso, che crea cerchi concentrici. A Cittadella siamo al 42%, ma i comuni vicini sono a percentuali simili, a prescindere da quale sia l'amministrazione comunale che li guida. Penso a Carmignano di Brenta, dove siamo il primo partito, con il 31%. Mano a mano che ci avviciniamo a Padova, il dato scende. Ma anche in città
siamo passati dal 4,5% al 15%: triplicati. Un dato straordinario.

Ieri non ha festeggiato, lo farà stasera?
Andiamo in pizzeria, 60 persone, tutti i militanti, gli assessori, i consiglieri, con il segretario Giuseppe Pan che ha seguito la sezione di Cittadella.

TrovaRistorante

a Padova Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro