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Forum in redazione del mattino

Ghedini: «Nel pacchetto sicurezza del Pdl
pene più dure per furti, scippi e rapine»

Un «pacchetto sicurezza» con il giro di vite e l’aumento sensibile delle pene per i reati della microcriminalità: è questo uno dei provvedimenti che il governo Berlusconi intende approvare nei primi 100 giorni. Galan ministro? E’ più probabile che si ricandidi per la quarta volta alla guida della Regione nel 2010. Basta un suo sì. Quanto all’esito del voto, nessun dubbio: il Pdl otterrà 170 seggi al Senato, quindi un’ampia maggioranza senza invocare la Grande Coalizione.

Lo ha affermato, nel forum al nostro giornale, il senatore Niccolò Ghedini, avvocato e legale di Silvio Berlusconi, che ieri ha risposto alle domande del direttore del mattino Omar Monestier e dei giornalisti Leandro Barsotti, Renzo Mazzaro e Giorgio Sbrissa.

Senatore, la magistratura ha messo sott’inchiesta il ministro Pecoraro Scanio a Potenza e il deputato Francesco De Luca che il Pdl ha candidato in Veneto 1. Siamo a pochi giorni dal voto, lei che ne pensa?
«Non conosco la vicenda di Pecoraro Scanio, ma le inchieste di Woodcock finiscono sempre altrove per incompetenza territoriale e la procura che le riceve le archivia».

La giustizia però è scomparsa dalla sfida elettorale. Che giudizio dà sull’efficacia delle vostre riforme nel 2001-2006: c’è chi ricorda solo le leggi ad personam...
«Uno dei miei crucci è di non aver realizzato una completa riforma, da tutti auspicata. E’ una grave colpa. Sulla giustizia non si trova mai un accordo: quando si propongono leggi garantiste insorge la magistratura, quando si insiste sulla sicurezza vieni additato come un forcaiolo. Noi avevamo una grande maggioranza alla Camera e al Senato e ci siamo impantanati con polemiche su leggi giuste, che non sono affatto ad personam, per porre fine ad una giustizia scandita dalle emergenze. Partiamo da lontano, da Valpreda e il terrorismo; poi c’è il capitolo mafia con i boss scarcerati per decorrenza termini e si modifica l’articolo 401. Con le stragi di Falcone e Borsellino arriva la 306 del ’92. Sia chiaro, io rivendico la paternità delle leggi ad personam e Berlusconi ha vinto i processi nel merito con assoluzioni vere. Ci siamo bloccati sulle altre grandi riforme, ma quelle leggi le rifarei tali e quali. Sia chiaro, la riforma del diritto societario è ottima. Ma non è bastato. Oggi siamo più avanti: abbiamo pronti i testi del nuovo codice penale della commissione Nordio, del nuovo codice di procedura penale della commissione Davia e il lavoro della commissione Vietti sulle professioni. Inoltre c’è la modifica dell’ordinamento voluta da Castelli e rivista da Mastella. E abbiamo pronto il pacchetto sicurezza da approvare nei primi cento giorni».

La sicurezza è uno dei temi più sentiti in Veneto: cosa proponete?
«Modifiche urgenti per i reati contro il patrimonio e la persona. In particolare quelli commessi nelle abitazioni: rapine e furti in casa, violenza su minori e donne. Le pene saranno aggravate non nel massimo ma nel minimo per evitare i patteggiamenti. Oggi una rapina è punita da 4 anni e 6 mesi fino al massimo di 20 anni con le aggravanti. Il gioco delle attenuanti, meno le generiche e meno il rito consente di scendere a 1 anno e mezzo. Se invece si porta il minimo ad otto anni anche con le attenuanti non si scende mai al di sotto della condizionale, che dev’essere inibita per certi reati e non si arriva neppure all’affidamento ai servizi sociali di 3 anni. Questo salva la certezza della pena da scontare in carcere. Nelle carceri il 50% dei detenuti è in attesa di giudizio e la nostra proposta del bracciale elettronico per scontare la pena ai domiciliari non è mai decollato. Vanno aumentate le pene non solo per la rapina, ma anche per scippi, furti con destrezza, ricettazione e incauto acquisto. Oggi il 712 è punito in maniera così modesta che invoglia la gente a comprare di tutto».

Parliamo del Veneto: il federalismo fiscale è il cavallo di battaglia di Lega e FI, mentre An e Udc hanno tirato il freno a mano nei 5 anni di governo Berlusconi e tutto è rimasto bloccato. Ora si riparte?
«L’accordo sul federalismo fiscale tra Berlusconi e Galan questa volta è solidissimo. La principale missione dei veneti in parlamento sarà di portare a casa un effettivo e reale riconoscimento dell’autonomia della nostra regione, per evitare la fuga verso Trentino e Friuli dei comuni di confine. Lo fanno solo per soldi, l’idealismo non c’entra».

E chi sarà il ministro chiamato a rappresentare il Veneto?
«Mi pare una questione solo mediatica. Qual è stato il personaggio più autorevole del governo Berlusconi? Gianni Letta, che non compare mai. Eppure ha la massima influenza nelle decisioni del governo. I veneti con Galan hanno presentato un pacchetto di proposte che scandiranno l’agenda del governo, a prescindere da chi sarà ministro».

Senatore Ghedini, c’è l’ipotesi del pareggio al Senato che rischia di vanificare la vittoria del Pdl: farete la grande coalizione?
«No, non c’è bisogno di grande coalizione. Gli ultimi sondaggi effettuati prima che scattasse il divieto di pubblicazione sono più che rassicuranti. Al Senato il Pdl avrà 170 senatori, l’Udc sta tra il 5 e il 6% e forse otterrà 5 seggi, lo stesso vale per la Sinistra arcobaleno. Poi ci sono i partiti regionali come la Svp e l’Unione Valdotaine, il Pd ne dovrebbe ottenere 128 quindi ci sono i margini per governare. La Lega è in forte crescita, al 14% in Veneto e al 5,1% media nazionale mentre il Pd in Veneto erode consensi alla sinistra radicale. Credo però che Veltroni difficilmente possa ottenere il 30% su scala nazionale: Berlusconi è avanti di almeno 8 punti. In due mesi nulla è cambiato».

Berlusconi ha detto che se non cambia l’Italia questa volta se ne va: è sulla scena dal 1994, ha 72 anni mentre in Europa i leader sono assai più giovani. Essere un anziano gli pesa?
«Io voglio bene a Berlusconi come se fosse un mio fratello, ma mio fratello minore però. Ha una vitalità straordinaria, regge il sonno e la fatica. Quando a Roma si finisce di lavorare a mezzanotte, lui corre in pizzeria con tutta la squadra mentre io vado a riposare. Vede una vita solare ed ha una grandissima capacità di continuare a progettare. Borges diceva che quando i ricordi superano le aspettative sei sulla via della vecchiaia: non è il suo caso. Per lui è bello il giorno dopo. E’ un uomo straordinario, con grande umanità. Se io vedo 20 persone giro l’angolo, se lui le incontra ne chiama altre venti».

Calearo trascina il Pd con l’idea di conquistare una parte dell’elettorato di destra. Perché ve lo siete fatti scappare?
«Credo che Calearo non porterà voti, anzi li farà perdere al Pd perché fino il giorno di candidarsi lui ha bastonato il Pd. Ora fa il capolista ma è un’operazione mediatica che non paga. Piuttosto apprezzo lo stile di Veltroni, che ha girato l’Italia con il suo pullman».

A Vicenza chi vincerà?
«Lia Sartori al primo turno, lei è avanti di 14 punti su Variati. A Vicenza non c’è partita».

Diritto di voto agli immigrati: Bossi non è d’accordo,
Berlusconi sì.
«C’è una norma Ue che invita a riconoscere il diritto di voto, ma l’argomento non è all’ordine del giorno. E non fa parte del programma di Pdl e Lega. A Treviso la Lega governa e non c’è la caccia all’immigrato ma un modello di convivenza che l’Italia c’invidia».

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