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Turismo slow e segreto
alla scoperta dei gioielli nascosti di arte e storia

Villa Widmann a Bagnoli di Sopra

Tornano nel fine settimana le Giornate Fai Primavera. L'iniziativa organizzata dal Fondo per l'ambiente italiano compie 16 anni e cerca di far scoprire i tesori culturali di ogni città. Un'occasione unica per poter vedere luoghi storici, solitamente chiusi al pubblico. Nel Padovano sono due gli appuntamenti da non perdere: le visite alla biblioteca del Seminario vescovile nel capoluogo (alle 10.30 e alle 15 di sabato 5 aprile; alle 14.30 e alle 17.30 di domenica 6) e a villa Widmann di Bagnoli di Sopra

Mentre il mondo accelera, chi può frena. E anche il FAI lancia la sua filosofia slow. Si potrebbe chiamare «Slow Tour» questa sedicesima edizione della Giornata di Primavera, in occasione della quale il Fondo per l’Ambiente Italiano offre a tutti la possibilità di visitare monumenti sconosciuti ai più - o perché chiusi al pubblico, o perché non valorizzati dalla comunicazione.

Ma non è la “secondità” delle opere ad orientare l’ente nella scelta dei beni, bensì la sua volontà di opporsi nettam ...

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Mentre il mondo accelera, chi può frena. E anche il FAI lancia la sua filosofia slow. Si potrebbe chiamare «Slow Tour» questa sedicesima edizione della Giornata di Primavera, in occasione della quale il Fondo per l’Ambiente Italiano offre a tutti la possibilità di visitare monumenti sconosciuti ai più - o perché chiusi al pubblico, o perché non valorizzati dalla comunicazione.

Ma non è la “secondità” delle opere ad orientare l’ente nella scelta dei beni, bensì la sua volontà di opporsi nettamente al turismo frenetico, a quel modo di viaggiare per cui chi, scaricato da un aereo in un luogo del mondo per qualche ora, si sente in diritto di poter dire «Ora conosco anche questo Paese». Insomma, niente pacchetti «Vedi tutto in sette giorni», ma l’esatto contrario: due giorni, sabato 5 e domenica 6 aprile, in cui immergersi - attentamente, lentamente - nei paesaggi e tra le opere delle Regioni d’Italia. Per una gita fuori porta, ma anche per rimanere in città.

Siamo certi, infatti, che gli abitanti di un centro conoscano tutto del luogo in cui vivono da anni? Tutti i padovani conoscono la Biblioteca del Seminario Vescovile? E tutti quelli che vivono a Venezia hanno visitato la Scuola Grande e la Chiesa di San Giovanni Evangelista? Certo, non si tratta delle Basiliche del Santo o di San Marco, ma sono comunque importanti ricchezze. La Biblioteca, ad esempio, si inserisce all’interno del Convento Benedettino, sorto nel 1459 e poi ampliato e ristrutturato in diverse fasi, praticamente ad ogni secolo, fino a che, nel Novecento, Giambattista della Marina ne costruì il nuovo corpo di fabbrica e riorganizzò l’edificio principale, così come lo ritroviamo ora. All’interno del seminario si trovano oggi tesori di grande valore: una raccolta di libri e di incunaboli di valore mondiale, strumenti di fisica tra cui la pila voltaica donata da Alessandro Volta, mobili antichi, tele e affreschi di Jacopo da Ponte detto da Bassano, Domenico Campagnola ed altri.

Quanto al complesso di San Giovanni Evangelista a Venezia, normalmente chiuso al pubblico, comprende la Scuola Grande, fondata nel 1261, le cui sale sono adornate dai dipinti di grandi maestri veneziani, come Domenico Tintoretto, Palma il Giovane e Domenico Tiepolo. Anche la Chiesa, anch’essa normalmente chiusa al pubblico, è sorta nel Duecento, ed è stata rimaneggiata tra il XVII e XVIII secolo. Al suo interno ci sono opere pittoriche del Seicento, fra cui una celebre Crocifissione di Domenico Tintoretto.

Nei luoghi aperti ci saranno guide turistiche d’eccezione che spiegheranno arte e storia. Quest’anno, infatti, al progetto «Apprendisti Ciceroni» hanno aderito moltissime scuole, e saranno quindi proprio gli studenti, preparati dal FAI, ad illustrare ai visitatori questi beni. A Padova e Venezia, così come a Rovigo, dove si possono visitare Palazzo Campo e «La Rotonda», o in provincia di Treviso, dove verranno aperte al pubblico la Chiesa di San Vigilio e l’Abbazia di Santa Bona.

Che pensate dell'iniziativa del Fai? Conoscete qualche altro tesoro nascosto che meriterebbe di essere restaurato e valorizzato? Segnalate e commentate