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Donati tessuti, tendini e cornee
"Giammy lo avrebbe voluto"

Un ultimo gesto d'amore che anche Gianmichele avrebbe voluto, in linea con il suo carattere ed il suo credo.
Quel gesto è stato compiuto dal papà Michele D'Apice, che ha donato cornee, tessuti e tendini del figlio per ridare luce agli occhi di un non vedente e speranze di vita migliore a quanti beneficeranno della donazione.

«Mio figlio era un vero altruista, abbiamo voluto ricordarlo e onorarlo nel modo che lui avrebbe gradito - dice D'Apice - Ne avevamo parlato e lui mi ha sempre detto di ag ...

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Un ultimo gesto d'amore che anche Gianmichele avrebbe voluto, in linea con il suo carattere ed il suo credo.
Quel gesto è stato compiuto dal papà Michele D'Apice, che ha donato cornee, tessuti e tendini del figlio per ridare luce agli occhi di un non vedente e speranze di vita migliore a quanti beneficeranno della donazione.

«Mio figlio era un vero altruista, abbiamo voluto ricordarlo e onorarlo nel modo che lui avrebbe gradito - dice D'Apice - Ne avevamo parlato e lui mi ha sempre detto di agire in questo modo». Nell'abitazione di via Douradina 41 i parenti sono stretti intorno a Michele e alla moglie Antonella De Facci che stanno vivendo questo tragico e disperato momento. Da Castellamare di Stabia sono arrivati anche i nonni paterni di Gianmichele, tutti uniti nell'infinito dolore. Un dolore che ha ammutolito un intero paese: ieri nessuno degli amici di Giammy si è recato nel campo da calcio della parrocchia o in patronato come erano soliti fare. Sono ammutoliti anche i ragazzi che non erano amici intimi del diciassettenne con la grande passione per la scrittura: il suo sogno era di diventare critico cinematografico, ma per il computer e il web già collaborava con alcuni siti. Giammy era anche sportivo e giocava a calcio nella squadra del paese. I giovani si sono riuniti ieri sera per scambiarsi le loro riflessioni sulla vita e sulla morte e per decidere come ricordare l'amico. Giovedì prossimo in chiesa tracceranno un ricordo di Giammy che, spiegano, resterà per sempre nei loro cuori come esempio. «Una maturità precoce, una mente brillante quella di Gianmichele, dai molteplici interessi - ricorda il parroco Don Gastone - che esprimeva anche in campo sociale e politico. Era in totale disaccordo con la società consumistica e capitalista, in questo momento stava leggendo Marx ed Engels e si era appassionato ai problemi dell'America Latina e del Centroamerica. Un ragazzo con degli ideali ben precisi e con una sensibilità verso i problemi della gente e dei più sfortunati rara in un adolescente». Sensibilità che Giammy dimostrava nei suoi scritti, leggibili nei siti con i quali collaborava, sfornando recensioni acute e profonde. Per lui contava la sostanza delle cose e non l'apparire. La sua morte ha straziato l'intera comunità di Campodoro molto vicina alla famiglia in questi giorni di dolore.

La gente che conosce i D'Apice - in particolare la madre Antonella De Facci, appartenente ad una famiglia che da sempre risiede in paese - resta senza parole davanti a questa disgrazia e si chiede come possa spegnersi in pochi secondi la vita di un diciassettenne sano e in piena forma. È una morte vissuta come un'ingiustizia alla quale si vorrebbe dare una spiegazione. Anche i genitori e i parenti vorrebbero vogliono capire che cosa è accaduto al loro Gianmichele. Al quesito risponderà l'esame autoptico effettuato ieri del quale ancora non si conoscono i risultati.