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Assemblea in ricordo di Gianmichele

Il vicepreside: parlare di lui è straziante. In aula le note dell’Ave Maria di Schubert

Una mattinata di assemblee nel ricordo di Gianmichele D'Apice, «di fronte al suo sorriso e ai suoi occhi vivaci». Un primo momento di riflessione e preghiera, sulle note dell'Ave Maria di Schubert, al quale seguiranno iniziative di solidarietà, borse di studio e un laboratorio a lui intitolati. Ieri l'Itis «Severi» si è fermato per mantenere viva la memoria del diciassettenne di Campodoro che lunedì mattina è morto per arresto cardiocircolatorio dopo essere svenuto in classe, la IVª B informatica.

Un dramma sconcertante, avvenuto nella prima ora di lezione mentre lo studente correggeva un esercizio alla lavagna. Un destino fatale nonostante l'immediato ricovero in pronto soccorso. Gli studenti sono arrivati al «Severi» col morale a terra. Fuori dai cancelli al massimo qualche battuta per scaricare la tensione. Poi tutti in classe. Troppo forte l'emozione. In direzione viene deciso che ogni classe di età, dalle prime alla quinte, si recherà a turno in auditorium dopo l'intervallo per una commemorazione. Sono tanti gli studenti del Severi, oltre mille; vederli «sfilare» tutti, è come sfogliare un album di foto in cui, scatto dopo scatto, facce e fisionomie cambiano e maturano. Così era per Gianmichele che aveva tanta voglia di conoscere la realtà seguendo interessi e obiettivi precisi: la musica, il cinema, i libri, la scrittura, la storia, la comunicazione via Internet, l'impegno civile. Voleva fare il giornalista, per essere testimone del suo tempo. Un compito ora affidato ai suoi amici, ai suoi compagni di scuola. Prende la parola il vicepreside, Sergio Mirandola, professore al «Severi» dal 1975: «Parlare in questo momento è straziante ma va fatto, per chiarezza nei vostri confronti e rispetto di un ragazzo di 17 anni che con voi condivideva gioie e difficoltà della vita da studente», ripete ad ogni assemblea. Di fronte ai ragazzi c'è uno schermo con un primo piano di Gianmichele. Il vicepreside ricostruisce le fasi della tragedia per evitare fraintendimenti. Ribadisce che lo studente non era alla lavagna per un interrogazione ma semplicemente per correggere i compiti delle vacanze. «La notizia ha sconvolto tutti, vi chiedo di stare vicini alla sua classe e alla sua famiglia manifestando solidarietà e proponendo iniziative in sua memoria per dar vita a progetti culturali o sociali». Per il funerale il «Severi» organizzerà un pullman con cui la IVª B e altre classi o studenti che lo richiederanno potranno raggiungere Campodoro. A nome di Gianmichele D'Apice verrà istituita una borsa di studio e intitolato un laboratorio: si deciderà nel prossimo consiglio d'Istituto.
 
«Gianmichele era un ragazzo attento alla realtà e curioso di scoprirla - ha ricordato Lorenzo Masiero, professore di religione - Questi sono i momenti in cui la vita ci pone di fronte alla nostra fragilità, ricordandoci anche che la scuola è una comunità». Interviene anche l'assessore alle Politiche scolastiche, Claudio Piron. «Ho una figlia della stessa età e penso ai suoi genitori, a cui esprimo le condoglianze dell'amministrazione. Questo dolore immenso e improvviso ci fa capire che la vita è un dono, spingendoci a dare il meglio come voleva fare Gianmichele: ricordatelo con la fantasia di cui siete capaci come sta succedendo per Alessia, la studentessa del Fusinato travolta a Chiesanuova. Dieci giorni fa sono stato al concerto di solidarietà organizzato in suo nome: si faceva fatica ad entrare». Per la biblioteca del «Severi», Piron ha donato un libro dedicato a una ragazza
di nome Anna, morta in circostanze simili: una raccolta di riflessioni di persone da tutta l'Italia per affrontare il dolore nel segno della speranza. Poi, prima di tornare in classe, tutti si sono alzati in piedi per una preghiera in silenzio, sulle commoventi note dell'Ave Maria di Schubert.

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