Don Sante cacciato
prepara la riscossa

A due mesi dall'inizio della vicenda, non è ancora finita la storia del parroco innamorato. E Monterosso si divide 

    di Irene Zaino Un gladiatore con la forza di un leone e la pazienza di un santo rinchiuso in un'arena di ferventi cattolici sempre più spaccati. Don Giovanni Brusegan, il nuovo parroco inviato dal Vescovo Antonio Mattiazzo a «commissariare» la comunità di Monterosso dopo le bravate dell'uscente don Sante Sguotti, l'altra sera al primo vero confronto con il suo gregge è apparso così. Visibilmente tirato per la delicatezza del compito.
    Ma anche pirotecnico nelle parole. E, per «sviluppare le menti», non ha risparmiato il latino. Senza però rinunciare al dialetto, ai toni coloriti e alla gestualità. Nelle oltre tre ore di confronto il parroco-moderatore ha dovuto sfoderare tutte le sue doti d'insegnante d'altri tempi per ascoltare, calmare, zittire, spronare e persino evitare di perdere le staffe. Specie sugli affondi diretti all'artefice di un «bailamme» che non trova fine. Don Sante, appunto. Il prete innamorato è arrivato alle 21.15, in ritardo e imbacuccato con sciarpa e cappello. Seduto al centro della sala, don Giovanni ha iniziato con una preghiera seguita dalla lettera ai Corinzi di San Paolo.
     

    Mezzora di riflessione sull'amore condita dal latino. Traduzione: «Amare non è fare,bensì essere. Non si può amare un prete solo perché costruisce il campetto da calcio o il patronato. Il parroco non è un manager, è colui che guida verso Dio. La sua vita non è né privata né pubblica, ma comunitaria sì». E per essere più espliciti: «Amare significa dire dei no a chi è confuso e sbaglia». E' la miccia che innesca la platea.

    Le sferzate. Una «fedelissima» di don Sante parte subito all'attacco della Curia. Ribatte don Giovanni: «Il Vescovo si è sentito tradito da un prete che aveva indiscutibilmente fatto del bene e che lui intendeva valorizzare. Don Sante ha disatteso la comunità. E' libero di fare ciò che vuole:se rimane nella Chiesa le regole sono quelle del celibato, altrimenti può fare le sue scelte e trarne le conseguenze. C'è un bambino senza padre, una donna che non parla, due figli che stanno con un marito abbandonato. Chiedetegli chiarezza».
    In sala, il parapiglia tra fischi e applausi. «Sono stato mandato qui per pacificare la comunità - ha proseguito don Brusegan - le mie parole sono soggette alla censura del vostro giudizio. Ho accolto l'impegno con onore e per obbedienza. Però non è facile e non posso riportare la serenità se il terreno è minato. Quindi invito don Sante a consegnare le chiavi della canonica e ad essere coerente. Non si utilizzano i mezzi della parrocchia per sputare sul piatto dove mangia». Infine

    la verità che fa male: «Siete diventati la barzelletta di tutto il Padovano. Dovete dire cosa volete. Un padre che non riconosce un figlio? O preferite che anche io mi metta a consolare le vostre mogli?». E tanto per «smontare» chi aveva accusato don Brusegan di usare un linguaggio difficile, eccogli concludere la frase con la mano atteggiata nel gesto delle corna.

    Don Sante. Pomoletti rossi, mano a sostenere il mento, sguardo verso il basso. Semi- nascosto in piedi sul fondo della sala e sempre in silenzio anche negli affondi più duri, tranne per qualche battutina borbottata con i «vicini». Qualcuno gli passa anche una lettera. Fino alla domanda di un parrocchiano in lacrime.
    «In 8 anni hai fatto del bene, perché ora ci hai divisi? Di' qualcosa». Risposta: «Non siamo divisi, siamo tutti qui insieme». E, finito il batti e ribatti con alcuni fedeli traditi dall'ex «don», Sante non molla la presa. A don Giovanni chiede altri 70 giorni prima di sgomberare. Difficile però che il nuovo parroco continui a portare pazienza.

    La comunità. Il confronto è terminato a mezzanotte inoltrata con una preghiera, scandita dalle escandescenze di un parrocchiano divorziato in rivolta contro Chiesa, Vescovo e don Giovanni. Checché ne dica il prete innamorato, Monterosso è visibilmente spaccata.

    Voi cosa ne pensate? Siete d'accordo con la decisione del vescovo?

    LE TAPPE, DUE MESI DI CRONACA

    LEGGI ANCHE:
    Il vescovo manda don Brusegan | «Sono sereno, mi affido alla comunità» | Prima ammissione di don Sante: parla della 'mia compagna' | "Resto come parroco morale" | Lovertino non perde d'occhio Tamara | Don Sante concelebra entrambe le messe | Alessandra Mussolini «lo fa nero» a Buona Domenica |Don Sante rinuncia alla contro-messa | Chiesa gremita per don Brusegan | Don Sante: "Andrò via entro il 31 dicembre"

    26 ottobre 2007

    Altri contenuti di Veneto

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

     PUBBLICITÀ