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«Il mio primo amore a 28 anni.
Ero cappellano a Tencarola»

Don Sante si racconta: «Appena undicenne sono entrato nel Seminario Minore. Al liceo classico sono cominciate le mie contestazioni. Ho fatto addirittura un giorno di sciopero»

ABANO. Don Sante Sguotti si racconta. Lo fa nel giorno del suo quarantunesimo compleanno. Il parroco di Monterosso rivela alcuni aneddoti della sua giovinezza, in particolare della vocazione sacerdotale iniziata quando aveva appena 11 anni. Particolari che riguardano l'entrata in seminario, le contestazioni da giovane studente al Seminario Minore, i primi amori sbocciati quand'era cappellano nella comunità di Tencarola. Nato sotto il segno della Vergine, il 14 settembre del 1966. Nato «in casa», a Bagnoli di Sopra, con l'aiuto della levatrice. «Una tale Evelina - dice - alla quale a Bagnoli hanno addirittura intitolato una strada. Una scelta che il sindaco ha fatto non certo perché ha aiutato il sottoscritto a venire al mondo». Il prete su cui pende l'avvio del procedimento del Vescovo per la rimozione dall'ufficio di parroco di Monterosso parte dalla chiamata di Dio. «A Bagnoli ero un bravo chierichetto e allora don Antonio Calaon, un parroco vecchio stampo originario dei Colli Euganei, pensò bene di prepararmi la strada per diventare seminarista - racconta don Sante - Ci volle poco a convincere i miei genitori, che avallarono senza remore la scelta. Avevo appena 11 anni quando entrai al Seminario Minore di Tencarola. Il famoso Seminario Minore di Tencarola. Ci rimasi fino alla maturità che ho ottenuto con un punteggio non eclatante: 48/60. Un giudizio sul quale quasi sicuramente hanno pesato le mie continue contestazioni. Ero uno studente ribelle, ammetto. Caratteristica non consona ad uno che in futuro deve diventare sacerdote. Non ero d'accordo sui metodi di insegnamento anche se ho sempre cercato di ubbidire ai miei superiori. Penso di essere stato il primo studente di una scuola privata a scioperare. Ricordo che avevo 17 anni, frequentavo il primo anno del liceo classico, e un giorno decisi di non andare a lezione perché non condividevo certi aspetti dell'insegnamento. Quel banco vuoto fece parecchio scalpore».

 

Contestazione che immaginiamo sarà andata avanti anche al Seminario Maggiore? «Sì, ma in maniera meno eclatante. Qualche richiamo l'ho preso anche a Padova per le mie trasgressioni. Alla fine, nel 1990, a soli 24 anni, ottenni il baccelierato «magna cum laude» e mi destinarono alla parrocchia del Sacro Cuore», aggiunge il prete. Ci vuol parlare del primo innamoramento, visto che a quanto pare non ha niente a che fare con quelli che le vengono attribuiti nell'ultimo periodo? «E' successo negli anni in cui aiutavo il parroco di Tencarola don Francesco Longhin. Avevo 28 anni, mi innamorai di una ragazza appena più giovane di me che frequentava la parrocchia. E' stata un'emozione bellissima che, se ci penso, sento ancora dentro di me. E' proprio vero che il primo amore non si dimentica mai». Don Sante non lo dice ma quella giovane che gli fece battere forte il cuore è con tutta probabilità l'animatrice dei Centri estivi per ragazzi con cui aveva litigato e che, per fare pace, un giorno l'abbracciò. «Un abbraccio che non avrei mai voluto che finisse e che sento ancora sulla pelle», svelò il parroco nei giorni scorsi facendo notare che il Codice di diritto canonico non vieta ai preti di innamorarsi. E del suo desiderio di paternità? E' ancora valido

il progetto di fidanzarsi con Laura (o Tamara?), la donna che dice di amare, il 2 dicembre, prima domenica d'Avvento? «Ultimamente sono cambiate molte cose. Per colpa del Vescovo. Penso che anche questo progetto, come le ferie di quest'anno, sia saltato. Staremo a vedere nei prossimi giorni.

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