di Francesco Jori
La domanda è di rigore, se non altro per scongiurare il rischio di brutte figure: che sia da dare la mancia ai barbieri di Palazzo Madama e Montecitorio, al regolamentare colpo di spazzola conclusivo? Vero è che guadagnano oltre 133 mila euro l’anno; ma la vita è cara per tutti, specie ora che il dopo-ferie si preannuncia con una raffica di aumenti, dal chilo di pane alla bolletta di luce e gas. E non dimentichiamoci del classico ragionier Rossi di turno, che, lavorando a Palazzo, di euro ne incassa 237 mila: il caro-spaghetti sta per investire pure lui, che a differenza dei Figaro degli onorevoli non può contare nemmeno sugli arrotondamenti. E’ proprio senza fondo, il pozzo degli sprechi della politica. L’ultima inchiesta dell’«Espresso» sugli stipendi d’oro dei dipendenti delle Camere aggiunge vergogna alla vergogna, ma in fin dei conti non c’è da stupirsene: dove c’è il business principale, c’è sempre un indotto; e se godono di immotivati privilegi e trattamenti di favore i parlamentari, è pressoché inevitabile la ricaduta sul giro di attività che li circonda.
Se Eldor
ado ha da essere, che lo sia per tutti: da chi siede sugli scranni dell’aula all’inserviente della buvette, che appena assunto incamera il doppio di un insegnante. E tuttavia, non è questo a provocare lo scandalo maggiore: ci siamo talmente abituati, che dopo un paio di minuti ci passa. Quella che non va giù è l’impudenza delle reazioni di fronte a cifre inequivocabili: a cominciare dalla risposta fornita a quattro mani dai presidenti delle Camere, Franco Marini e Fausto Bertinotti, che le motivano con «l’efficienza, l’altissima professionalità e la dedizione dei dipendenti del Parlamento». Ma davvero le forbici e lo shampoo del barbiere di lorsignori, o il cappuccino preparato dal cameriere della buvette, valgono 35 mila euro l’anno di più rispetto all’opera di un magistrato d’appello con 13 anni di anzianità? E perché la dedizione di un insegnante che supera i 2 mila euro al mese, solo dopo altrettanti anni di lavoro dev’essere valutata tanto di meno, rispetto a quella che caratterizza chi si occupa delle onorevoli teste e dei non meno onorevoli stomaci di Palazzo? Certo, nella difesa della categoria ci sono specchi su cui riesce impossibile arrampicarsi perfino a due ex sindacalisti doc come gli attuali presidenti delle Camere. I quali però nel frattempo sono diventati politici di lungo, anzi lunghissimo corso, e hanno quindi imparato il linguaggio della Casta: che ad esempio preferisce sostituire la traumatica parola «dimissioni» con la più ipocrita «trarne le conseguenze».
In questo caso, di fronte ad evidenti quanto immotivati privilegi, il duo Marini-Bertinotti, sempre a quattro mani, ci spiega che «nei trattamenti economici e normativi esistono alcune contraddizioni». E cosa si pensa di fare per eliminarle? Tranquilli: «E’ avviata una discussione che cercherà di portare a una maggiore razionalità». Dove la vera perla non è tanto la mancanza di una qualsiasi scadenza, ma quel «cercherà»: se poi non ci si riesce, pazienza. In fondo, nessuno è perfetto, neppure la seconda e terza carica dello Stato. Non succederà nulla, naturalmente, se non forse l’indignata reazione dei diretti interessati, del resto già anticipata da una singolare dichiarazione di un sindacalista di Palazzo, che estende anche ai dipendenti lo stress e la sindrome da solitudine, con ricadute sui rapporti di coppia, manifestata di recente da un parlamentare costretto a curarla a base di coca e donnine: «Il sindacato ha tentato di verificare le situazioni relazionali e matrimoniali dei dipendenti; non siamo andati in profondità, ci siamo spaventati per quello che abbiamo trovato». Meglio così, altrimenti chiedevano un aumento. E adesso si sentiranno vittime di una macchinazione, barbieri & camerieri delle onorevoli forbici e tazzine? Nessun problema: potranno sempre spedire una videoregistrazione alla Rai. Che la manderà in onda sui Tg a reti unificate e senza contraddittorio: se l’hanno concesso a Valentino Rossi con quel popò di introiti, vuoi che lo neghino proprio a loro che guadagnano infinitamente meno?
19 agosto 2007