Autovelox, dietrofront del governo

Autovelox, dietrofront del governo

    TREVISO. Retromarcia del Governo sul caos autovelox. Lo annuncia il viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli, che ammette la «falla» legislativa che obbliga i vigili a segnalare i punti in cui ci sono gli autovelox. In fase di valutazione anche il caso etilometri, il decreto legge dev’essere modificato prima del 3 ottobre. «E’ stata una modifica introdotta dalla Camera - spiega De Piccoli - nell’iniziale ddl, non c’era la disposizione che obbliga a segnalare le zone degli autovelox. E’ stata invece voluta da vari gruppi politici, non quindi dal Governo, che ha invece riscontrato pareri negativi dalle forze dell’ordine».

    Di fatto la polstrada - anche quella trevigiana, guidata da Giovan Battista Scali - ha le mani legate, e gli automobilisti fermati potrebbero scatenarsi con una pioggia di ricorsi. «Le forze dell’ordine non erano d’accordo, e l’hanno detto subito - ricorda il viceministro - volevano che rimanesse la situazione originaria». Retromarcia in vista, quindi? «Il prossimo step è la conversione del decreto in legge, che dovrà essere compiuta entro il prossimo 3 ottobre. La questione deve arrivare in fretta all’attenzione del Parlamento, perché il guaio è evidente». Facile quindi intuire quale sarà il passo delle istituzioni: «Rispristineremo il testo originario - ammette De Piccoli - è giusto che il Parlamento ci ripensi».

    Ma l’indice è puntato anche sul caso etilometri, con gli accertamenti diventati mezzo repressivo solo per quanto riguarda le multe, mentre non si finisce nel penale. «Sentirò gli uffici preposti - chiude De Piccoli - anche se la vicenda riguarda forse più il sistema giustizia: Certamente l’errore va segnalato, e cercheremo il modo per porvi rimedio. Se si riesce a correggere con un’interpretazione di legge autentica la “falla” si chiuderà in fretta, altrimenti, come per l’autovelox, se ne riparlerà quando il decreto verrà tramutato o meno in legge». Vietato, comunque, premere sull’acceleratore. Non mancheranno i controlli sulle strade, anche se le forze dell’ordine cercheranno di approfondire la vicenda per non ritrovarsi poi a subire centinaia di ricorsi.

    Indignata la reazione di Andrea Dan, presidente dell’associazione Manuela, dopo il caos autovelox emerso negli ultimi giorni. L’associazione popone una commissione di studio permanente sulla sicurezza stradale: un provvedimento che servirebbe per aprire nuovi scenari in vista dell’utilizzo di strumenti efficati per la prevenzione delle stragi stradali. «Questo decreto legge è stato fatto in fretta, ma vediamo che gli effetti stanno emergendo. Serve inveca la nascita di una commissione di studio permanente in Parlamento, sulla falsa riga di quella dell’antimafia, che affronti il problema della sicurezza stradale. Alla commissione, oltre alle autorità, dovrebbero partecipare anche figure esterne che portino la propria esperienza nei riguardi di questa problematica».
    12 agosto 2007
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