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Orchestra di Padova del Veneto in concerto sotto il temporale

Ieri sera a Palazzo Zuckermann l'Orchestra di Padova e del Veneto ha tenuto l'ultimo concerto del ciclo estivo, con la violinista Myriam Dal Don violino principale. Il programma era dedicato alle Serenate, dalla celebre "Eine Kleine Nachtmusik" K 525 di Mozart all'op. 48 di Tchaikovsky, ma OPV, già schierata sul palco del Teatro Giardino, è stata colta dal temporale dopo il primo brano, il Divertimento K 136 di Mozart. Tutti hanno quindi trovato riparo alla forte pioggia nell'androne di Palazzo Zuckermann, dove i musicisti di OPV hanno voluto riprendere e portare a termine il programma, tra i calorosi applausi del pubblico.
"Tutti i concerti estivi di OPV sono stati molto belli", ha commentato una affezionata signora del pubblico, "ma quello di stasera è stato davvero speciale!". Talmente speciale da essersi concluso con un brindisi all'aperto, passata oramai la perturbazione, condiviso da musicisti, staff dell'orchestra e ascoltatori.

"War project", la guerra santa di Mauro attraverso le t-shirt

«Voglio svegliare le persone da questo decadentismo spirituale. Il mio è un “war project”: non una guerra fisica, ma una guerra mediatica fatta di amore e di riscoperta della fede». Era il luglio 2012 e Mauro Guerra, con lo pseudonimo “War Project” (è il nome della sua seconda pagina Facebook attiva fino a qualche giorno fa), aveva deciso di lanciare nel commercio alcune creazioni d’abbigliamento: t-shirt accattivanti, con impresse le immagini di Gesù, Maria e santi. Mauro, che aveva una dote innata nel dipingere e nel creare loghi e icone, aveva deciso di lanciare questa linea di abbigliamento e di proporsi ad alcuni negozi della Bassa padovana e in qualche caso aveva avuto anche piacevoli risultati. Voleva addirittura tappezzare Este, Monselice e Padova di manifesti inneggianti a questa fantomatica “guerra santa”, che il ragazzo sognava di combattere pacificamente a colpi di t-shirt: «In questo periodo di crisi economica e spirituale, tra valori che cadono, decadenza, fatalismo e paura, “War Project” pone nella mente dei quesiti: che cos’è la vita e che cos’è l’amore?», scriveva quasi in maniera onirica Mauro. «Voglio assumermi la responsabilità di manifestare con le mie magliette concetti ormai smarriti: la fede, la speranza, la cristianità. Perché la vita è una guerra, una guerra d’amore in favore della salvezza dell’anima. “War Project” è un progetto vestiario, ma prima di tutto un impegno verso il mondo». L’altra sera, vigilia della tragedia, aveva postato nella propria pagina Facebook anche l’immagine di un quadro appena dipinto.

Este, il menu dei profughi in mensa

Dopo le proteste dei migranti di lunedì scorso ("cibo scadente", "stanze troppo calde") la cooperativa che gestisce la mensa all'istituto salesiano ha invitato a pranzo i giornalisti per fare provare loro la qualità del piatti (foto Cesaro) LEGGI L'ARTICOLO

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