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Spacciatore arrestato: ha venduto dose mortale di cocaina a ristoratore

Abano Terme, conclusa l'indagine dei carabinieri: il tragico episodio nel giugno dell'anno scorso 

ABANO TERME. I Carabinieri della Compagnia di Abano Terme, a conclusione di articolata attività d’indagine, hanno arrestato uno straniero.

L'uomo è ritenuto responsabile di aver cagionato la morte di un ristoratore della provincia di Padova - deceduto nel giugno 2017 a seguito di infarto - al quale lo spacciatore aveva ceduto, solo poche ore prima, della cocaina.

In carcere è finito il marocchino Ahmed Ait El Fakira, 32, residente nel padovano e incensurato, raggiunto da un'ordine di custodia ...

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ABANO TERME. I Carabinieri della Compagnia di Abano Terme, a conclusione di articolata attività d’indagine, hanno arrestato uno straniero.

L'uomo è ritenuto responsabile di aver cagionato la morte di un ristoratore della provincia di Padova - deceduto nel giugno 2017 a seguito di infarto - al quale lo spacciatore aveva ceduto, solo poche ore prima, della cocaina.

In carcere è finito il marocchino Ahmed Ait El Fakira, 32, residente nel padovano e incensurato, raggiunto da un'ordine di custodia cautelare emessa dal gip euganeo Domenica Gambardella.

Le indagini dell'Arma sono partite con la morte, la notte del 24 giugno 2017, di un ristoratore. L'autopsia determinò che a causare la morte era stato un «infarto miocardico in intossicazione acuta da cocaina». I carabinieri passarono quindi a setaccio le ultime ore di vita dell'uomo, analizzarono le chiamate e i messaggi del suo telefono cellulare, sentirono parenti e amici, riuscendo ad avere un quadro della sera in cui sarebbe poi avvenuto il decesso.

L'uomo, finito di lavorare, aveva incontrato El Fakira che gli aveva ceduto quella che si rivelerà essere la «dose» fatale di cocaina. Droga che la vittima consumerà in parte, prima di incontrare gli amici in alcuni locali del centro di Padova, ed in parte una volta rientrato a casa, da solo, a fine serata.

Il marocchino, tra l' altro, era tenuto sotto controllo degli investigatori che lo ritenevano uno spregiudicato spacciatore di droga per aver ceduto cocaina "tagliata male" con sostanze chimiche pericolose, stando alla testimonianza di molti suoi clienti che, dopo averla assunta, avevano accusato malesseri diffusi.

Il gip ha evidenziato le condotte dello straniero - nelle oltre 20 pagine del provvedimento restrittivo - come particolarmente gravi, proprio in quanto caratterizzate oltre che dal «dolo» derivante dall' attività illecita di spaccio anche da quello della «colpa», quanto alla prevedibilità di eventi infausti (la morte del ristoratore) conseguenti all'assunzione del tipo di stupefacente ceduto dal marocchino.