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Padova, rilancio della zona industriale con il nuovo murale di Alessio B

Inaugurata l’opera sulla facciata del Data Center di Infocamere in corso Stati Uniti a Camin. I dipendenti, col naso all’insù, sbagliano il parcheggio e vanno a sbattere

PADOVA. «Una bambina soffia su un fiore di tarassaco e sprigiona farfalle colorate disegnando una rete che, come una sinapsi, collega il suo sogno con la realtà: un’immagine delicata e potente nello stesso tempo. Tutto su un muro». È così che InfoCamere spiega il murales di Alessio B e Zero Mentale, possibile grazie alla galleria CD Studio d’Arte, sulla facciata del Data Center in Corso Stati Uniti: un palazzo anonimo trasformato in un’esplosione di azzurro. Il muro, alto 10 metri e largo 20 ...

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PADOVA. «Una bambina soffia su un fiore di tarassaco e sprigiona farfalle colorate disegnando una rete che, come una sinapsi, collega il suo sogno con la realtà: un’immagine delicata e potente nello stesso tempo. Tutto su un muro». È così che InfoCamere spiega il murales di Alessio B e Zero Mentale, possibile grazie alla galleria CD Studio d’Arte, sulla facciata del Data Center in Corso Stati Uniti: un palazzo anonimo trasformato in un’esplosione di azzurro. Il muro, alto 10 metri e largo 20, è «un invito alla condivisione, l’espressione di un desiderio collettivo», spiega il direttore, Paolo Ghezzi. «La bambina di Alessio è il futuro che soffia sulle farfalle, ovvero le idee dei nostri dipendenti che, con le sinapsi di Zero Mentale, contaminano tutto».

Trecento bombolette. L’opera, Blow with Sinapsi, è stata realizzata in 10 giorni, con il vento e con la pioggia; ci sono volute 10 persone, 3 imprese di pittura, 80 fogli di carta per realizzare il disegno e 300 bombolette di colore per 200 metri quadrati di superficie e vanta il titolo di murales tra i più grandi della Street art padovana. Di sicuro il primo su un edificio pubblico realizzato da Alessio B. L’opera è stata inaugurata ieri mattina, c’erano il presidente di UnionCamere, Fernando Zilio, l’assessore alla cultura Andrea Colasio, i dipendenti della Zip e gli artisti. «Questo luogo per la narrazione artistico-iconografica è un non luogo che diventa spazio artistico», si è complimentato Colasio. «La Pop art e la Street art nascono critiche verso il “sistema”, ma hanno la capacità di riconfigurare gli spazi in termini artistici».

Condivisioni social. Come l’arte sia elegia di emozioni e meraviglia lo si vede negli occhi di Pietro, 17 anni, studente del Modigliani e stagista dal gallerista Carlo Silvestrin che confida: «Alcuni miei amici fanno le fotocopie ed io sono stato testimone di un’esperienza straordinaria». Le condivisioni social si moltiplicano e due dipendenti, con il naso all’insù, hanno perfino incidentato le auto, sbattendo sul muro. —