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Oscar Green, agricoltura veneta in salute

Dall’aceto di cachi alla birra aromatizzata dai fiori e all’allevamento di alpaca, premiate al Bo le eccellenze innovative

PADOVA

Dal birraio trevigiano, all’aceto di cachi veronese, l’agrigelato bellunese, fino alla lana di alpaca da Vicenza, la barca della bontà degli ultimi a Venezia e la casa rodigina ad impatto zero. Gli Oscar Green veneti anche quest’anno hanno regalato storie e modelli di imprenditorie, raccontate tutte nel magnifico scenario dell’Aula magna del Bo.

innovazione

La dodicesima edizione del concorso d’innovazione ideato da Colidretti ha raccolto più di 400 neo imprenditori provenienti da ogni ...

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PADOVA

Dal birraio trevigiano, all’aceto di cachi veronese, l’agrigelato bellunese, fino alla lana di alpaca da Vicenza, la barca della bontà degli ultimi a Venezia e la casa rodigina ad impatto zero. Gli Oscar Green veneti anche quest’anno hanno regalato storie e modelli di imprenditorie, raccontate tutte nel magnifico scenario dell’Aula magna del Bo.

innovazione

La dodicesima edizione del concorso d’innovazione ideato da Colidretti ha raccolto più di 400 neo imprenditori provenienti da ogni parte della regione per presentare i loro progetti di sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e valorizzazione della civiltà contadina. Sei le categorie di concorso.

Creatività

A vincere per la categoria “Amica” è stato Marco Tonon di Paese (Treviso), con la sua birra agricola aromatizzata all’estratto di fiori. Il giovane imprenditore ha avviato la propria produzione di birra agricola dopo il primo anno di coltivazione di circa 2 ettari di orzo distico. La sua birra è fatta con l’80% di orzo aziendale, ed è aromatizzata con estratti di fiori provenienti dalle serre dell’azienda di famiglia. Per la “creatività” invece è stata premiata Eleonora Farinazzo di Bovolone (Verona) che ha deciso di non sradicare le piante di cachi della proprietà di famiglia e utilizzarne i frutti per produrre aceto, riprendendo una tradizione che viene dall’estremo Oriente.

fare rete

La migliore a “fare rete” è stata invece Carolina Da Rold della storica gelateria di Belluno La Sorbetteria, la cui mission è proporre al consumatore un gelato con materie prime selezionate e trasformate direttamente dal gelataio a favore della genuinità e della valorizzazione di un alimento diffuso e spesso artefatto. Al vicentino Alberto Baruffato il premio “Terra”, grazie al suo allevamento di alpaca, con fattoria didattica, turismo rurale, produzione di lana e di prodotti di cosmesi a base di cartilagine e grasso di alpaca.

restauro

Tra i vincitori anche la veneziana Sibylle Righetti che con la sua famiglia ha restaurato un ex peschereccio appartenuto al pittore Giuseppe Zigaina e al poeta Pier Paolo Pasolini, trasformato in casa viaggiante per solcare Venezia, fino ai vicini confini friulani, quale ambasciatrice di un turismo sociale, lento, utile e ricco di bontà delle fattorie solidali italiane. Arriva da Belluno la vincitrice del premio “sostenibilità”. Giulia Casellato ha aperto col marito un’azienda agricola bio, dove sono piantate cultivar antiche e oltre 50 varietà di ortaggi, venduti all’interno di un edificio a impatto zero, costruito con paglia, terra e legno e senza corrente elettrica. Menzione speciale per Sofia Maria Tezza di Verona, che dopo essere entrata in contatto con una famiglia di non vedenti ha iniziato a creare etichette "parlanti" in braille per le bottiglie di olio. —

Luca Preziusi