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L’Università va in Fiera Nuova vita al Padiglione 2

Convince il progetto di Strappazzon: edificio da 4 mila metri quadri con tre piani Esposizioni, spazio a Ingegneria e collegamento con l’hub dell’innovazione



L’Università va in Fiera. Un successo la presentazione del progetto di rinnovamento del Padiglione 2 di Padovafiere che ha visto tutto il Gotha della Padova che conta riunito nelle sale di Palazzo Moroni per decidere di una parte importante del futuro della città. Tra le 10.30 e le 12 di ieri i presidenti della Provincia, Soranzo, e della Camera di Commercio, Santocono, il sindaco di Padova, Giordani, e il presidente della Fondazione Cariparo, Muraro, il rettore Rizzuto e molti altri hanno a ...

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L’Università va in Fiera. Un successo la presentazione del progetto di rinnovamento del Padiglione 2 di Padovafiere che ha visto tutto il Gotha della Padova che conta riunito nelle sale di Palazzo Moroni per decidere di una parte importante del futuro della città. Tra le 10.30 e le 12 di ieri i presidenti della Provincia, Soranzo, e della Camera di Commercio, Santocono, il sindaco di Padova, Giordani, e il presidente della Fondazione Cariparo, Muraro, il rettore Rizzuto e molti altri hanno ascoltato e valutato positivamente le soluzioni di un progetto capace di quadrare il cerchio delle esigenze dell’Università e quelle della vocazione espositiva di via Tommaseo.



La fiera come hub dell’innovazione può dunque partire dal punto fermo dell’approvazione di tutti i portatori di interesse. È stato l’architetto Giorgio Strappazzon, dello studio di architettura VS Associati di Marostica, a presentare un progetto che prevede l’abbattimento dell’attuale Padiglione 2 della Fiera (di circa 1800 metri quadri) per realizzare una struttura con una pianta di 4000 metri quadri su 3 piani (più terra) a cui si aggiunge un tetto-giardino in parte coperto dove potrebbero avere sede gli uffici direzionali della struttura. In sostanza si tratterebbe di circa 20 mila metri quadri calpestabili per un costo che si aggira complessivamente intorno a meno di 10 milioni.



A questo nuovo padiglione, la cui superficie a terra continuerebbe ad avere, per lo meno in parte, la consueta vocazione fieristica, si aggiungerebbe una modifica al Padiglione 7 che vedrebbe tutta l’area delle attuali biglietterie trasformata, da cielo a terra negli spazi (1200 metri quadri) per accogliere il Competence Center del Nordest. Un’operazione che, grazie ad una galleria d’ingresso progettata ad hoc, non prescinderebbe comunque dalla possibilità di accedere allo stesso padiglione da via Tommaseo come succede oggi.



I due edifici sarebbero in oltre collegati da due corridoi sospesi, al primo e al secondo piano del nuovo padiglione 2, così da rendere possibile la contaminazione reale fra gli spazi dedicati alla didattica e quelli invece del trasferimento tecnologico. Ma i 20 mila metri quadri del progetto sembrano potere accogliere ben più dei 4000 studenti previsti. La capacità dei tre piani superiori, a cui va aggiunto il tetto-giardino in parte coperto, avrebbero una capacità teorica di 5500 studenti. Una cifra consistente che darebbe adito a nuovi processi di aggregazione in un unico luogo fisico.



Oltre alle due società per il trasferimento tecnologico ad oggi attive, l’azienda speciale dell’Università di Padova Unismart e il Parco scientifico Galileo (che oltre alle proprie divisioni operative, Matech, Start Cube e l’R&D, accoglie circa 230 studenti della Scuola Italiana Design) potrebbero avere spazio anche alcune aziende private. Il miraggio di un polo dell’innovazione e delle esposizioni capace di dare una connotazione innovativa a Padova fa un passo concreto in avanti grazie ad un progetto che ha incassato il gradimento di tutti i soggetti coinvolti. —