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Da domani in aula 108 mila studenti Presidi alle prese con le supplenze

Sono 1.390 i docenti di sostegno chiamati dalle scuole Corsa contro il tempo per sciogliere il nodo delle nomine  



Sono 108.563 gli studenti delle scuole padovane, di ogni ordine e grado, che domani, in base al calendario fissato dalla Regione Veneto, cominceranno le lezioni dell’anno scolastico 2018-2019, che proseguiranno fino al prossimo otto giugno. Gli alunni sono in calo rispetto al totale dell’anno scolastico precedente, quando erano 109.297. In pratica gli studenti sono 734 in meno.



L’infanzia statale (bambini dai tre ai cinque anni) conta 5.607 alunni; l’anno scorso erano 5.869. Quindi 262 bambi ...

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Sono 108.563 gli studenti delle scuole padovane, di ogni ordine e grado, che domani, in base al calendario fissato dalla Regione Veneto, cominceranno le lezioni dell’anno scolastico 2018-2019, che proseguiranno fino al prossimo otto giugno. Gli alunni sono in calo rispetto al totale dell’anno scolastico precedente, quando erano 109.297. In pratica gli studenti sono 734 in meno.



L’infanzia statale (bambini dai tre ai cinque anni) conta 5.607 alunni; l’anno scorso erano 5.869. Quindi 262 bambini in meno perché, in questi ultimi tempi, anche gli stranieri, a causa della crisi economica che non è ancora del tutto terminata, fanno meno figli. Elementare: 39.983 (contro 40.284). Meno 301 alunni, in particolare nelle classi prime. Medie: 25.787 (contro 25.495). Più 292. Istituti Superiori: 37.337 (contro 37.393). Meno 56. Come si può facilmente comprendere, il calo è più marcato nelle scuole materne e nella primaria, mentre alle superiori la situazione è stazionaria rispetto agli anni passati. Solo nelle medie si registra un aumento anche a causa dei tantissimi figli degli stranieri, che dalle elementari sono arrivati in prima media. I docenti sono 8.695, mentre gli Ata (segretari, assistenti ammnistrativi ed i bidelli) sono 2.600.



Tanti anche i docenti di sostegno. In tutto sono 1.390 che, quest’anno, come già nell’anno 2017-2018, in assenza dei posti specializzati per docenti formati nelle Università, saranno nominati dai singoli presidi come supplenze annuali di posti comuni. In pratica diventeranno docenti di sostegno anche insegnanti di materie letterarie o di matematica che, in molti casi, non hanno ricevuto una formazione specifica nei confronti dei disabili a vario titolo, compresi i diversamente abili anche con forme gravi di disabilità, sia fisica che psichica.



Differentemente dalle previsioni degli ultimi mesi, comunicate già a luglio ai sindacati, quest’anno anche nelle scuole padovane, come d’altronde in tutta Italia, Veneto compreso, è destinata a crescere la precarietà. Sia tra i docenti di quasi tutte le materie, sia tra gli Ata, in particolare tra i Dsga (Direttori dei servizi generali amministrativi) perché i concorsi per tante figure di docenti, per i presidi e per gli ex-segretari sono ancora in itinere.



La prova scritta, dopo la pre-selezione che si è tenuta tre mesi fa per gli aspiranti dirigenti, si terrà alla fine di ottobre. A prove ultimate, i vincitori del concorso dovrebbero andare a coprire, in provincia di Padova, i posti dei 38 reggenti (su 108) nominati tre settimane fa. Intanto prosegue, sia da parte del Provveditorato agli Studi che dei singoli presidi, la lotta contro il tempo per le nomine, entro domani mattina, dei docenti, come supplenze annuali.



Purtroppo quest’anno sarà una “mission impossible” perché le Gae (Graduatorie ad Esaurimento) sono esaurite già sin dai tempi delle immissioni in ruolo e, quindi, mai come quest’anno, i singoli presidi dovranno effettuare una valanga di supplenze annuali perché all’attuale precarietà non c’è alternativa. I nominati saranno pescati dalla cosiddetta terza fascia (anche non abilitati) dei docenti inseriti nelle graduatorie delle singole scuole.

«I dipendenti dell’Ufficio Scolastico Provinciale ce l’hanno messa tutta», sottolinea Tiziano Sandonà, della Cisl di categoria, «ciò nonostante anche quest’anno i precari, sia tra gli Ata che tra i docenti, saranno tantissimi. La responsabilità va attribuita sia al ministero di Viale Trastevere che ai governi degli ultimi anni, che non hanno programmato per bene i concorsi per gli insegnanti, i presidi ed i Dsga. A un giorno dal suono della campanella devono essere ancora assegnati 400 posti di sostegno a docenti non specializzati perché ancora una volta anche nel Veneto è mancata la collaborazione tra atenei e Uffici Scolastici per la formazione degli insegnanti di sostegno. La scuola padovana ha però sempre funzionato bene perché l’impegno dei docenti e del personale Ata è sempre stato ai massimi livelli». —