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Blocchi anti-smog da ottobre lo stop a 220 mila veicoli A rischio le Euro4

Limiti più stretti per diesel fino a Euro3 e benzina Euro0 e 1 Domenica 23 prima chiusura al traffico del centro storico



Inquinamento a livelli record, la Regione usa le maniere forti. Questo inverno il blocco dei veicoli inquinanti potrebbe arrivare a riguardare (nei giorni di picco dello smog) fino a 220 mila veicoli. Le misure in programma sono molto più restrittive: da subito lo stop alle diesel Euro3 che si allarga alle Euro 4 dopo quattro giorni consecutivi di smog; inizio anticipato ai primi di ottobre (anziché novembre); niente pausa pranzo né quella natalizia. «Non è una scelta, è un obbligo della Reg ...

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Inquinamento a livelli record, la Regione usa le maniere forti. Questo inverno il blocco dei veicoli inquinanti potrebbe arrivare a riguardare (nei giorni di picco dello smog) fino a 220 mila veicoli. Le misure in programma sono molto più restrittive: da subito lo stop alle diesel Euro3 che si allarga alle Euro 4 dopo quattro giorni consecutivi di smog; inizio anticipato ai primi di ottobre (anziché novembre); niente pausa pranzo né quella natalizia. «Non è una scelta, è un obbligo della Regione che verrà seguito da tutti i grossi comuni della Pianura Padana. Noi stiamo pensando a dare contributi per rottamare le auto più vecchie», sottolineano il vicesindaco Arturo Lorenzoni e l’assessora all’ambiente Chiara Gallani.



È il “patto padano” antismog a portare Padova sulla strada dei provvedimenti anti-smog più duri. Che provocheranno disagi a molti automobilisti.

Il blocco scatterà ai primi giorni di ottobre e vedrà da subito coinvolti 150 mila veicoli: i mezzi a benzina Euro0 e Euro1, quelli diesel Euro0, Euro1, Euro2 e Euro3. L’orario sarà dalle 8.30 alle 18: scompare quindi la pausa pranzo di libera circolazione dalle 12.30 alle 15. Così come scompare lo stop natalizio alle limitazioni che fino allo scorso anno scattava da metà dicembre fino a dopo l’Epifania. Queste le regole base, che nella metafora del semaforo usata dall’anno scorso corrispondono alla luce verde. Quando la situazione diventa “arancione”, cioè dopo 4 giorni consecutivi di superamento del limite di legge per il Pm10 (50 microgrammi per metrocubo), verranno bloccate anche altri 77 mila mezzi diesel Euro4. Non è un’eventualità rara: lo scorso anno è accaduto una decina di volte.



A decidere i provvedimenti, inseriti nell’accordo sul bacino padano (che riguarda anche Lombardia, Piemonte ed Emilia) è stata una riunione giovedì scorso in Regione. «Avevamo sollecitato questo incontro a maggio: adesso abbiamo poco tempo – è la recriminazione di Gallani – In settimana sarà convocato il tavolo tecnico zonale per confrontarci con i sindaci della cintura». I blocchi del traffico però sono obbligatori solo per i comuni sopra i 30 mila abitanti: nessuno, a parte il capoluogo, in provincia di Padova. E il “patto padano” prevede passi sempre più pesanti: nel 2020 lo stop agli Euro4 entrerà nelle misure base. E dal 2025 anche gli Euro5 avranno grossi problemi.



Intanto, in occasione della Settimana europea della mobilità sostenibile, domenica 23 settembre è in programma il blocco del traffico dalle 10 alle 18 nell’area all’interno delle mura. La prossima eco-domenica (ultima del 2018) sarà il 21 ottobre: a Forcellini e Terranegra. «Nei quartieri arriveranno anche nuove zone a 30 all’ora – spiega Lorenzoni – Abbiamo priorità diverse: rendere più sicuri pedoni e ciclisti». —