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Bando Periferie polemiche in aula Forza Italia e M5S «Un errore del Pd»

Il sit-in dei comitati nel pomeriggio davanti al Comune «Finanziate lo stesso i progetti, sono utili per la città»



Nessuna unità civica. Al contrario, è bagarre in consiglio comunale sul Bando Periferie. L’opposizione non vota la mozione Berno che chiedeva alla giunta di ricorrere al Tar per cercare di ottenere comunque i 18 milioni di euro “sospesi” dal governo giallo-verde. Sia l’M5S che Forza Italia sono andati all’attacco: «Era un bando incostituzionale, un pasticcio fatto dal Pd», ha spiegato la capogruppo azzurra Eleonora Mosco. «Spieghino ai cittadini perché la sospensione del Bando è stata votata ...

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Nessuna unità civica. Al contrario, è bagarre in consiglio comunale sul Bando Periferie. L’opposizione non vota la mozione Berno che chiedeva alla giunta di ricorrere al Tar per cercare di ottenere comunque i 18 milioni di euro “sospesi” dal governo giallo-verde. Sia l’M5S che Forza Italia sono andati all’attacco: «Era un bando incostituzionale, un pasticcio fatto dal Pd», ha spiegato la capogruppo azzurra Eleonora Mosco. «Spieghino ai cittadini perché la sospensione del Bando è stata votata anche dai senatori dem», ha aggiunto Simone Borile, portavoce “grillino”.



«Questa è una battaglia trasversale per salvare otto progetti utili per la città», è stato l’appello, inascoltato, del capogruppo Pd Gianni Berno. L’obiettivo però è fare squadra tra comuni: «Dobbiamo coordinarci tra diverse amministrazioni per fare un ricorso collettivo al Tar e vantare la pretesa all’esecuzione della convenzione sottoscritta dallo Stato», è la linea. Ma l’opposizione non ci sta: «Quando l’amministrazione Bitonci ottenne i fondi il Pd reagì con la più aspra invidia. Avete sempre mentito ai padovani», ha attaccato Mosco. «Se Bitonci avesse presentato dei veri progetti per le periferie adesso saremmo tra i primi 24 e avremmo ottenuti i fondi lo stesso», ha ribattuto il civico Luigi Tarzia. «Con questa sospensione la maggioranza giallo-verde vuole fare cassa e recuperare 2, 1 miliardi – ha concluso Enrico Turrin di Libero Arbitrio – Mi spiace che si parla tanto di autonomia ma poi non la si metta in pratica».



Studenti universitari, esponenti del Pd, attivisti dei comitati, architetti (in testa la presidente dell’ordine Giovanna Osti). In tutto un centinaio di persone hanno protestato con uno striscione e con diversi cartelli contro quello che definiscono lo “scippo” del governo. I più arrabbiati sono i cittadini di Salboro e Pozzoveggiani che chiedono il completamento della pista ciclabile su via Bembo: «Altrimenti rischiamo di arrivare noi al cimitero, non la pista – dicono ironizzando le tante signora scese in piazza – Chiediamo alla giunta di finanziare lo stesso, con fondi propri, questo progetto: aspettiamo ormai da più di 5 anni». Il sindaco Giordani, sceso a discutere con chi protestava, è rimasto cauto: «Proveremo a finanziarla, ma sarà necessario attendere che si liberino altri fondi nelle casse del Comune – ha spiegato – Il governo con questa scelta ha penalizzato i cittadini, più che le amministrazioni».



Intanto si è concluso ieri con un nulla di fatto il dibattito nella commissione unificata affari istituzionali e bilancio alla Camera sul decreto “mille proroghe” che contiene l’emendamento contestato.

L’estremo tentativo per Padova è stato fatto dal parlamentare dem Alessandro Zan, che ha presentato un sub-emendamento per finanziare almeno i 18 milioni per la città del Santo. «Padova ha già speso 1,6 milioni perché faceva conto su questi finanziamenti – ha spiegato Zan – Questo “furto” rischia di far venir meno la fiducia tra cittadini e istituzioni, soprattutto per chi vive in periferia». Il percorso parlamentare si trasferisce da oggi nell’aula di Montecitorio, con il possibile voto di fiducia che “blinda” il decreto. —