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San Fidenzio ottiene il suo settimo Palio Battuto in volata Casale di Scodosia

Poco pubblico al confronto dei dieci Comuni a Montagnana Pesa il rinvio per maltempo. Tenzone dei gonfaloni a Merlara





Istituzionalmente parlando, quello di ieri è stato primo Palio vinto da Borgo Veneto. Ma i confini del Medioevo non coincidono con quelli della moderna geografia e così ieri a festeggiare è stato Megliadino San Fidenzio, che per la settima volta si è iscritto nell’albo d’oro del Palio dei 10 Comuni. Il fantino sardo Matteo Pische ha avuto la meglio sull’avversario di Casale di Scodosia nell’inedita finale a quattro.



Complice il rinvio per pioggia della settimana scorsa, di pubblico ce n’era ...

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Istituzionalmente parlando, quello di ieri è stato primo Palio vinto da Borgo Veneto. Ma i confini del Medioevo non coincidono con quelli della moderna geografia e così ieri a festeggiare è stato Megliadino San Fidenzio, che per la settima volta si è iscritto nell’albo d’oro del Palio dei 10 Comuni. Il fantino sardo Matteo Pische ha avuto la meglio sull’avversario di Casale di Scodosia nell’inedita finale a quattro.



Complice il rinvio per pioggia della settimana scorsa, di pubblico ce n’era poco. La desolazione iniziale si è però pian piano sanata all’ora della finale: il prato è rimasto semideserto ma timidamente le tribune si sono riempite. Del resto il calo delle presenze è stato una costante degli ultimi anni. Presenti, ma pur loro in delegazione ridotta, anche i 100%animalisti, da sempre contrari alla manifestazione. Si è pure sentito il vuoto dei musici e sbandieratori, che hanno lasciato orfana Montagnana per partecipare ai campionati italiani di Ferrara.



La vera novità annunciata prima dell’inizio delle tenzoni è stata l’inedita finale a quattro per la corsa dei cavalli: ogni batteria eliminatoria ha messo a disposizione due soli accessi alla finale, contro i tre delle passate edizioni. La scelta ha premiato: le eliminatorie sono state più avvincenti e la finale ha esaltato la qualità di cavalli e fantini.



La prima batteria è stata decisamente la più sofferta: oltre mezz’ora per allineare i cavalli al canape, un richiamo dietro l’altro da parte del mossiere – il ferrarese Stefano Negrini – e ben sei false partenze. A risolvere la manche è stata la doppia caduta, alla seconda curva di tramontana, dei fantini di Merlara (finito in ospedale per un infortunio alla spalla) e Megliadino San Vitale. Urbana, terza, è rimasta fuori dai giochi. In otto minuti si è invece chiusa la seconda eliminatoria: Saletto, Montagnana e Santa Margherita d’Adige (quest’ultimo in forte ritardo) si sono dovuti arrendere.



Nella pausa tra batterie e finalissima si è tenuta come da tradizione la tenzone dei gonfalonieri, che ha confermato lo strapotere del Comune di Merlara: nonostante un tentativo scorretto di intralcio di Saletto (detentore del titolo, squalificato ieri per comportamento antisportivo), Maurizio Bobbato ha regalato la vittoria numero quindici al Comune dei due merli, che non trionfava dal 2014, anno della tripletta. Bobbato, 39 anni, nativo di Castelfranco Veneto ma di Campodarsego, bronzo agli Europei indoor nel 2007 negli 800 metri (si è ritirato nel 2015), era alla terza partecipazione e ha raccolto il suo secondo alloro.



I cavalli sono entrati nel vallo alle 18.20. In meno di venti minuti e con due sole false partenze, il mossiere ha convalidato la partenza. All’ultima curva di tramontana, all’ombra della Rocca, Megliadino San Fidenzio e Casale di Scodosia erano a mezzo metro di distacco: è finita praticamente in volata la finale tra Matteo Pische in sella a Solero e Federico Guglielmi su Radeski, con il primo che ha mantenuto la testa della gara per tutti e tre i giri.

Pische, 36 anni, arriva da Santu Lussurgiu, piccolo Comune sardo in provincia di Oristano: «È sicuramente la mia vittoria più sentita» è il commento del fantino vincente «Conoscendo il cavallo, sapevo di avere buone chance».

Non sono mancate le tensioni, come d’altro canto ogni anno: per placare la reazione smodata di un deluso Guglielmi e l’invasione di un altrettanto irritato membro di scuderia sono dovuti intervenire i carabinieri, pur senza le clamorose scene dell’anno scorso che costarono – oltre a una figuraccia collettiva e a un infortunio serio per un fantino – anche delle pesanti squalifiche. —