Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Salvo il posto di lavoro dei 40 dipendenti della Ilva padovana

LEGNAROTutti salvi i 40 posti di lavoro dell’Ilva di Legnaro. Il sito, che si occupa della rilaminazione dell’acciaio proveniente dai grandi complessi industriali di Taranto e Genova, continuerà la...

LEGNARO

Tutti salvi i 40 posti di lavoro dell’Ilva di Legnaro. Il sito, che si occupa della rilaminazione dell’acciaio proveniente dai grandi complessi industriali di Taranto e Genova, continuerà la sua attività agli stessi livelli occupazionali di prima dell’accordo. Già nei prossimi giorni i lavoratori ad oggi contrattualizzati dal gruppo Ilva verranno posti in distacco presso la nuova proprietà, Accelor Mittal, in attesa del passaggio definitivo dei contratti entro il 31 dicembre del 2018. ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

LEGNARO

Tutti salvi i 40 posti di lavoro dell’Ilva di Legnaro. Il sito, che si occupa della rilaminazione dell’acciaio proveniente dai grandi complessi industriali di Taranto e Genova, continuerà la sua attività agli stessi livelli occupazionali di prima dell’accordo. Già nei prossimi giorni i lavoratori ad oggi contrattualizzati dal gruppo Ilva verranno posti in distacco presso la nuova proprietà, Accelor Mittal, in attesa del passaggio definitivo dei contratti entro il 31 dicembre del 2018.

Le condizioni contrattuali in termini di salario e di benefit rimarranno quelle di prima, mentre il sindacato si augura che la struttura, oggi sotto organico, possa vedere già nel prossimo futuro anche una crescita degli occupati. «Quella conclusa due giorni fa a Roma» spiega Loris Scarpa, uno dei protagonisti della trattativa che ha visto i nuovi acquirenti, le parti sociali e il ministero dello Sviluppo economico lavorare notte e giorno alla stesura di un testo condiviso «è un’intesa importante che mantiene in vigore anche dopo il passaggio dei contratti alla nuova proprietà la validità dell’articolo 18, la norma ormai scomparsa dall’ordinamento che garantisce il reintegro dei lavoratori licenziati ingiustamente, ma pure gli accordi precedenti in materia di salario di base e di quello variabile. Tutti elementi che erano stati messi in discussione durante la trattativa dei mesi scorsi».

E se al passaggio di consegne tra nuova e vecchia proprietà saranno solo 10.700 su un totale di quasi 14 mila i lavoratori che riprenderanno subito le attività, per i rimanenti circa 3000 è prevista l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria in attesa di una proposta di Acelor Mittal, che si è impegnata a offrire un contratto a tutti entro il 2023 in previsione se non altro della riattivazioni di reparti ad oggi fermi. Ma è stato previsto anche un ricco incentivo all’uscita.

«Ora la parola passa ai lavoratori» conclude Scarpa «che dovranno decidere se ratificare con il loro voto un accordo che crediamo comunque decisamente migliorativo rispetto a quelli fino ad ora oggetto di trattativa».

Riccardo Sandre