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Ex operaio delle Officine Stanga ucciso dall’amianto killer

Walther Bergamasco, 69 anni, è la 240ª vittima dell’asbesto in Provincia Il sindacato all’assessore Coletto: «Ripristini la sorveglianza sanitaria per i malati» 

ALBIGNASEGO

Per l’esposizione all’amianto si continua a morire. Sabato mattina, colpito da mesotelioma pleurico, si è spento Walther Bergamasco, 69 anni, originario di Monselice e residente ad Albignasego. Come previsto dalla normativa, la salma dell’ex operaio delle Officine Meccaniche Stanga è stato sottoposto ad autopsia. L’ex metalmeccanico lascia la moglie Luisa Rizzo, il figlio Errich, la nuora Samuela Danese e due nipotini.



I funerali, officiati dal parroco don Mario, verranno celebrat ...

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ALBIGNASEGO

Per l’esposizione all’amianto si continua a morire. Sabato mattina, colpito da mesotelioma pleurico, si è spento Walther Bergamasco, 69 anni, originario di Monselice e residente ad Albignasego. Come previsto dalla normativa, la salma dell’ex operaio delle Officine Meccaniche Stanga è stato sottoposto ad autopsia. L’ex metalmeccanico lascia la moglie Luisa Rizzo, il figlio Errich, la nuora Samuela Danese e due nipotini.



I funerali, officiati dal parroco don Mario, verranno celebrati, alle 10. 30 nella chiesa di San Giacomo e saranno seguiti da tutti i suoi compagni dell’ex fabbrica padovana chiusa nel 2003 dopo la firma di un accordo nazionale con il Gruppo Firema a vantaggio delle Officine Fiore, di San Nicola La Strada, nella cintura casertana, in Campania.

Bergamasco era stato assunto nel 1966 quando ancora gli stabilimenti delle Officine Meccaniche si trovavano ancora in via Turazza, in zona Stanga, a Padova, nello spazio dove successivamente furono costruiti i palazzoni verdi dell’Alleanza Assicurazioni. In quel periodo l’ex operaio, che lavorava come saldatore e carpentiere, abitava ancora nella città della Rocca e, spesso, raggiungeva Padova anche in bicicletta, oltre che in corriera. Il tumore ai polmoni è esploso appena due anni fa, dopo un lunghissimo periodo di incubazione. Bergamasco ha seguito le terapie specifiche all’Istituto oncologico veneto di Padova e, l’anno scorso, è stato inviato anche a un ospedale di Milano per essere sottoposto ad una terapia d’urto d’avanguardia contro i tumori. Ma anche questo tentativo si è rivelato vano. Domani ai funerali saranno presenti anche tanti ex compagni di fabbrica, tra cui gli attuali iscritti alla Fondazione Bepi Ferro, l’ultimo leader della classe operaia padovana, deceduto anche lui per mesotelioma pleurico, che è guidata, ancora oggi.



Dietro alla bara ci sarà anche Antonio “Tony” Testolina, suo ex compagno di reparto, residente a Piove di Sacco, che da anni sta conducendo una personale battaglia affinché le istituzioni offrano un’assistenza sanitaria agli ammalati di mesotelioma e di asbestosi.



«Tra gli ex dipendenti delle Officine di Cittadella e le Officine Meccaniche Stanga di Padova i morti per mesotelioma sono arrivati già a quota 240» sottolinea Testolina, «Un’ecatombe causata da imprenditori senza scrupoli legati solo al profitto, che andrà avanti ancora visto che il picco dei decessi è previsto nei prossimi anni, dal 2020 e 2022. Proprio in questi ultimi mesi ad altri due miei compagni di fabbrica sono state scoperte le placche pleuriche. Purtroppo gli ex esposti sono stati dimenticati da tutti. Agli ammalati la Regione non offre più la Tac gratuita e nessun tipo di sorveglianza sanitaria, come invece succedeva a cavallo degli anni ’90 e 2.000.



Continua Testolina: «Alcuni mesi fa l’assessore alla sanità, Luca Coletto, è intervenuto ad un convegno tenutosi a Mestre e ci ha promesso un’attenzione maggiore da parte della Regione nei confronti degli ex esposti. Purtroppo le parole di Coletto si sono rivelate solo promesse di marinai, mentre, nel frattempo, tanti ex operai e familiari degli esposti continuano a morire fra atroci sofferenze». —