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Sopravvissuto nel tombino Ore decisive per Fasanaro

Sottoposto a un’altra Tac, i medici attendono l’evolversi dell’emorragia cerebrale È intubato e non può parlare , restano ancora ignote le cause della caduta 





Permangono serie le condizioni di salute di Beppe Fasanaro, l’anziano di Montegrotto Terme ritrovato sabato scorso in un cunicolo profondo 4 metri di piazza Perlasca dopo tre giorni di affannose ricerche. Ieri pomeriggio nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Padova, dov’è ricoverato in terapia intensiva, è stato sottoposto ad un’altra tac. I medici per ora non si sbilanciano sui tempi di guarigione, anche perché attendono l’evolversi di una seppur modesta emorragia cerebrale.



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Permangono serie le condizioni di salute di Beppe Fasanaro, l’anziano di Montegrotto Terme ritrovato sabato scorso in un cunicolo profondo 4 metri di piazza Perlasca dopo tre giorni di affannose ricerche. Ieri pomeriggio nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Padova, dov’è ricoverato in terapia intensiva, è stato sottoposto ad un’altra tac. I medici per ora non si sbilanciano sui tempi di guarigione, anche perché attendono l’evolversi di una seppur modesta emorragia cerebrale.



Su come sia caduto in quel vano largo meno di un metro e profondo 4 finché non sarà in grado di raccontarlo si fanno solo ipotesi. Quella che va per la maggiore è che sia caduto dalla scaletta che dalla piazza, attraverso una grata, si scende nel cunicolo. Fasanaro quand’è uscito di casa mercoledì poco dopo l’ora di pranzo indossava un paio di bermuda, una maglietta a maniche corte e ai piedi aveva le crocs. Considerato che i gradini della scala in ferro, che è piuttosto ripida, sono rotondi è assai probabile che gli zoccoli di plastica non abbiano tenuto e sia scivolato procurandosi il trauma cranico le fratture di entrambi le scapole e altre contusioni. Non è escluso che la causa della caduta sia un improvviso malore.



Seppur dolorante, Beppe ha cercato in qualche modo una via d’uscita trascinandosi sul pavimento in cemento del manufatto. Quand’è stato recuperato dai soccorritori, dopo tre giorni senza mangiare e bere e all’umidità, si trovava infatti lontano 6/7 metri dalla base della scaletta. Segno che si è trascinato per trovare una via d’uscita visto che senza l’aiuto di qualcuno non sarebbe mai riuscito a risalire.



Petra e Cecilia, le figlie di Giuseppe Fasanaro, hanno seguito passo-passo le ricerche del papà dalla sera di mercoledì fino al ritrovamento di sabato. «Abbiamo potuto renderci conto del grande impegno profuso notte e giorno da carabinieri, vigili del fuoco, soccorso alpino e protezione civile» affermano, «Più passava il tempo, più si affievolivano le speranze di trovarlo in vita anche se sapevamo che nostro padre ha un fisico tosto. Durante gli anni ha sempre curato con meticolosità la persona. Sia facendo sport, sia controllando l’alimentazione. Quand’è arrivata la notizia del ritrovamento in quel vano sotto la piazza abbiamo pensato al miracolo. Anche perché dobbiamo tenere conto che è rimasto 72 ore in quel posto senza cibo e con dei dolori lancinanti».



Beppe Fasanaro è stato visto rannicchiato in fondo a quel cunicolo dal cliente di un negozio di Corso Terme che attraversando la piazza, distratto dal un messaggio che stava leggendo sul telefonino, è inciampato sulla grata e si è sbilanciato con il capo in avanti puntando lo sguardo dentro il manufatto. L’uomo ha avvisato i carabinieri che in quel momento erano con il gruppo di soccorritori a cercare il settantaseienne tra i boschi di Tramonte, sopra l’abbazia di Praglia, dove l’anziano fino a circa un anno fa, prima che le venisse a mancare la moglie morta in un incidente stradale, era solito andare a passeggiare. —