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Il fronte “No porcilaia” presenta un esposto

STANGHELLAIl fronte del “No porcilaia” non si arrende e continua le proprie attività per impedire l’ampliamento dell’allevamento intensivo di via Correzzo.Un progetto, in questo momento al vaglio...

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Il fronte del “No porcilaia” non si arrende e continua le proprie attività per impedire l’ampliamento dell’allevamento intensivo di via Correzzo.

Un progetto, in questo momento al vaglio della Provincia per la Valutazione di impatto ambientale e il successivo rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, che prevede di passare da quattro a un totale di dodici stalle, con i capi che passerebbero dagli attuali 4 mila a oltre 12 mila.

«Abbiamo presentato» spiega Moreno Ferrari, pre ...

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Il fronte del “No porcilaia” non si arrende e continua le proprie attività per impedire l’ampliamento dell’allevamento intensivo di via Correzzo.

Un progetto, in questo momento al vaglio della Provincia per la Valutazione di impatto ambientale e il successivo rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, che prevede di passare da quattro a un totale di dodici stalle, con i capi che passerebbero dagli attuali 4 mila a oltre 12 mila.

«Abbiamo presentato» spiega Moreno Ferrari, presidente del comitato Terre Nostre Veneto, «un esposto alla Procura di Padova chiedendo di valutare se si configurino reati contro la persona, l’ambiente e la Pubblica amministrazione. Ci stiamo muovendo per verificare la legittimità dell’allevamento esistente e del suo ampliamento sotto i profili urbanistico-edilizio e ambientale. Dall’esame della documentazione depositata in Provincia si ricava, infatti, che tre delle nuove porcilaie sarebbero in realtà già state costruite e che il Comune avrebbe già verificato che sono già in uso. Abbiamo inoltre incaricato un esperto che, dopo i sopralluoghi, ha messo in evidenza come i pozzi a valle dell’allevamento presentino una notevole contaminazione ammoniacale. È stata confermata poi la grave condizione di inquinamento odorigeno che da tempo i residenti denunciano».

Intanto nei giorni scorsi il Comitato ha incontrato il sindaco Sandro Moscardi e un rappresentante dell’Arpav per valutare l’opportunità di monitorare la qualità dell’aria. —

Alessandro Cesarato