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È in terapia intensiva l’anziano ritrovato dentro un tombino «Ma non è caduto»

Resta in prognosi riservata con fratture e un trauma cranico La scoperta: è sceso con una scaletta e si è sentito male

MONTEGROTTO

Vivono ore di apprensione i familiari di Beppe Fasanaro, l’anziano rimasto per 70 interminabili ore all’interno di uno dei cunicoli di piazza Perlasca, in centro a Montegrotto Terme, all’umidità, senza cibo e acqua e con il dolore lancinante di alcuni traumi provocati dalla caduta.



Il settantaseienne da sabato pomeriggio è ricoverato al reparto di terapia intensiva di neurochirurgia dell’ospedale di Padova per un trauma cranico e una modesta emorragia cerebrale e per la frattura ...

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MONTEGROTTO

Vivono ore di apprensione i familiari di Beppe Fasanaro, l’anziano rimasto per 70 interminabili ore all’interno di uno dei cunicoli di piazza Perlasca, in centro a Montegrotto Terme, all’umidità, senza cibo e acqua e con il dolore lancinante di alcuni traumi provocati dalla caduta.



Il settantaseienne da sabato pomeriggio è ricoverato al reparto di terapia intensiva di neurochirurgia dell’ospedale di Padova per un trauma cranico e una modesta emorragia cerebrale e per la frattura di entrambe le scapole. I medici attendono prima di sciogliere la prognosi. L’ex bagnino dell’hotel Caesar, che abita al secondo piano del condominio Zeus di Corso Terme, a circa 20 metri di distanza da dov’è stato ritrovato dopo tre giorni di ricerche che hanno interessato anche il territorio degli Euganei, è costantemente assistito dalle figlie Petra e Cecilia. Ieri ha ricevuto anche la visita del maggiore Marco Turrini, comandante della Compagnia dei carabinieri di Abano Terme.



In attesa che Giuseppe Fasanaro si riprenda e sia in grado di raccontare agli inquirenti cos’è successo quel pomeriggio del 29 agosto, quando è finito in quel manufatto profondo 4 metri facendo perdere le proprie tracce, si fa strada una importante novità nella ricostruzione della dinamica. Al cunicolo che serve per il ricambio dell’aria dei garage interrati, si accede dalla piazza attraverso una scaletta di ferro facilmente raggiungibile alzando una delle grate. Beppe, che conosce bene il palazzo, avrebbe utilizzato quella scala per calarsi nel manufatto dove sembra gli fossero cadute le chiavi di casa. Nel farlo potrebbe essere stato colpito da un malore che gli avrebbe fatto perdere l’equilibrio.



Quanto successo al pensionato ha sollevato una serie di considerazioni sulla pericolosità di quelle grate che si aprono con una facilità estrema. «In piazza Perlasca molto spesso si ritrovano ragazzi che per gioco potrebbero infilarsi in quel cunicolo che percorre per circa la metà dell’area di fronte ai portici», evidenzia un residente. «Mi vengono i brividi solo a pensare che di sera qualche incosciente potrebbe aprire quelle grate e creare trappole mortali per i pedoni che passeggiano davanti al Zeus. Auguriamo a Beppe di riprendersi presto ma non è possibile che la situazione di pericolo rimanga. Quelle griglie vanno bloccate in modo che nessuno le possa aprire. Questo pericolo doveva essere valutato in fase di concessione dell’agibilità del palazzo».



Alla denuncia di scomparsa fatta dai familiari di Fasanaro alla caserma dei carabinieri di Montegrotto Terme giovedì mattina, sono scattate le ricerche che non hanno interessato solo i carabinieri, i vigili del fuoco, gli uomini del soccorso alpino e della protezione civile. Si è mobilitato l’intero paese. Chi con il tam-tam sui social, chi attraverso il passa parola, chi con le preghiere come le suore della scuola materna di Monteortone. Tutti si sono stretti intorno alle figlie Petra e Cecilia che nei giorni delle ricerche hanno passato ore d’angoscia all’interno della centrale mobile dei pompieri. «Un ringraziamento va anche al Comune, nella persona del vicesindaco Luca Fanton che alle 6 del mattino di venerdì e sabato ha aperto il municipio per consentire ai vigili del fuoco di stampare le mappe dove indirizzare le ricerche», afferma Petra Fasanaro. «Un grazie va anche ai titolari della pasticceria Dalla Bona che hanno offerto la colazione ai volontari». —