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Picchiato e rapinato, l’ombra della mafia

Villatora di Saonara: tre cinesi hanno fatto irruzione nella villa di un connazionale imprenditore 51enne, colluttazione e fuga

SAONARA

Colpo in villa o regolamento di conti? O peggio ancora: la firma della mafia cinese o comunque di un’organizzazione criminale di alto livello, sempre legata a cosche del Paese dell’estremo oriente? È il sospetto degli investigatori di fronte al misterioso assalto alla villetta, situata a Villatora di Saonara, dove vive la famiglia di un imprenditore cinese rapinato in casa da tre connazionali. Di buon mattino i banditi, con il volto mascherato, si sono presentati alla porta della sua ...

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SAONARA

Colpo in villa o regolamento di conti? O peggio ancora: la firma della mafia cinese o comunque di un’organizzazione criminale di alto livello, sempre legata a cosche del Paese dell’estremo oriente? È il sospetto degli investigatori di fronte al misterioso assalto alla villetta, situata a Villatora di Saonara, dove vive la famiglia di un imprenditore cinese rapinato in casa da tre connazionali. Di buon mattino i banditi, con il volto mascherato, si sono presentati alla porta della sua abitazione. Il padrone di casa non è rimasto a guardare e ha cercato di reagire. Una breve e violenta colluttazione e i malviventi sono riusciti a scappare con diecimila euro. I carabinieri ne hanno arrestati due mentre il terzo, con il bottino, al momento è riuscito a farla franca. L’episodio è accaduto poco prima delle 7, in via Sette Gennaio 9, in un quartiere residenziale della frazione a ridosso della Strada dei Vivai. Tanti sono i misteri da chiarire dietro questo assalto che, almeno per quanto riguarda i rapinatori, potrebbe essere legato a ramificazioni della mafia cinese presente nel territorio, spiegano fonti istituzionali, eppure impenetrabile o quasi.

UN’AREA TRANQUILLA

Una zona apparentemente tranquilla con villette a schiera e abitazioni di pregevole fattura. Tre persone con un coltello e una pistola, che poi si è scoperto essere un giocattolo, hanno fatto visita alla bifamiliare dell’imprenditore cinese di 51 anni, titolare di un’attività calzaturiera nel Centro Ingrosso Cina a Padova in corso Stati Uniti. I tre, che conoscevano bene abitudini e disponibilità finanziaria della loro vittima per agire a colpo sicuro, hanno subito messo gli occhi su un marsupio che portava con sé e che conteneva diecimila euro in contanti. L’imprenditore ha tentato di opporsi tanto che è nato il “corpo a corpo” con i rapinatori.

UNA MISCHIA SELVAGGIA

In suo soccorso sono intervenuti la moglie di 46 anni e il figlio di 17 anni che si trovavano in casa. I rapinatori, nonostante siano stati parzialmente disarmati, sono riusciti comunque a impossessarsi del denaro. Poi la fuga. La concitazione generale e il trambusto hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno chiamato il 112. Sul posto, a stretto giro, sono arrivati i carabinieri delle stazioni di Ponte San Nicolò e di Casalserugo che si sono subito messi alla ricerca dei fuggitivi. Due di essi sono stati fermati e arrestati nel circondario nel giro di poco tempo. L’ultimo dei rapinatori, con tutti i soldi, è riuscito a dileguarsi: i militari lo ancora stanno cercando. I due arrestatati sono due pregiudicati cinesi, regolari ma senza fissa dimora: si tratta di Jian Jun Jin di 41 anni e di Ming Lu di 41 anni. Dovranno rispondere di concorso nei reati di lesioni personali aggravate e di rapina in abitazione.

AL PRONTO SOCCORSO

L’imprenditore e i familiari, insieme ai due indagati, hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale di Padova per diverse ferite, anche se non gravi, da arma taglio e contusioni. Per tutti la prognosi di guarigione è di una decina di giorni. —

Alessandro Cesarato

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