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Padova, a 41 anni il rugbista Oliver Pilot si è dovuto arrendere al tumore

Aveva giocato con il Selvazzano e Il Valsugana Padova, arrivando alla serie B Molto attivo nel volontariato in parrocchia, lascia la moglie Jessica e la loro bimba



pADOVA. Un sorriso aperto al mondo, con cui ha trasmesso fino all’ultimo allegria, attaccamento alla vita e forza di volontà. Domenica sera, dopo sei settimane nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Sant’Antonio, si è arreso a una terribile malattia Oliver Pilot, 41 anni, ex pilone e tallonatore del Selvazzano Rugby e del Valsugana Padova, di cui aveva indossato la fascia di capitano.



Una figura molto nota nell’ambiente ovale ma anche in quello calcistico, per aver giocato dai 6 ai 23 ...

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pADOVA. Un sorriso aperto al mondo, con cui ha trasmesso fino all’ultimo allegria, attaccamento alla vita e forza di volontà. Domenica sera, dopo sei settimane nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Sant’Antonio, si è arreso a una terribile malattia Oliver Pilot, 41 anni, ex pilone e tallonatore del Selvazzano Rugby e del Valsugana Padova, di cui aveva indossato la fascia di capitano.



Una figura molto nota nell’ambiente ovale ma anche in quello calcistico, per aver giocato dai 6 ai 23 anni come portiere nel Patronato Pio X di Abano Terme. Lascia una figlia di 6 anni, la moglie Jessica, la sorella Martina e i genitori Susi e Vittorio, ma anche tanti amici che nell’ultimo periodo hanno affollato ogni giorno il reparto dov’era ricoverato. Un fiume di affetto a testimonianza dei forti legami che Pilot ha lasciato in ogni ambito: dalla parrocchia alla scuola, dall’università al lavoro, dalle società sportive alle associazioni di volontariato.



Oliver era cresciuto ad Abano Terme, frequentando le elementari Giovanni Pascoli e le medie Vittorino da Feltre. Poi aveva scelto il liceo scientifico di Caselle di Selvazzano (all’epoca succursale del Nievo) uscendo con ottimi voti e iscrivendosi alla facoltà di Economia e Commercio dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Dopo la laurea ha iniziato a lavorare alla Copas di Abano Terme, dov’è rimasto fino al 2011, prima di essere assunto nell’ufficio amministrazione della Audes, azienda padovana di abbigliamento sportivo personalizzato. Dopo il matrimonio si era trasferito ad Albignasego ma era sempre rimasto legato alle Terme. Per anni era stato animatore del Grest e nei campiscuola della parrocchia di San Lorenzo di Abano.



Dopo aver militato a lungo come portiere nella squadra di calcio del Patronato Pio X, a 24 era stato folgorato sulla via del rugby, giocando per tre anni con il Selvazzano e dal 2004 al 2010 con il Valsugana Padova, distinguendosi come pilone forte e generoso, conquistando nel 2006 la promozione in Serie B e rimanendo sempre molto legato al club di Altichiero, che gli ha dedicato un ricordo sul sito internet. Appese le scarpe si era dedicato alla maratona.



Tre anni fa gli era stato diagnosticato un linfoma, che sembrava scomparso con la chemioterapia. Ma dopo due anni il tumore si è ripresentato. Colpito da un’infezione durante le cure nell’Ematologia dell’ospedale di Padova, il 13 luglio è stato trasferito in Terapia intensiva, superando contro ogni previsione medica, da grande combattente, la prima fase critica. Purtroppo, proprio quando sembrava che potesse stabilizzarsi, una nuova infezione se l’è portato via. Il funerale sarà celebrato domani, alle 10. 30, nel Duomo di San Lorenzo ad Abano Terme. —