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Muore a 2 anni soffocato da un chicco d’uva

Dramma in Puglia per una famiglia di Gazzo, il piccolo Nicolò Meggiolaro smette di respirare durante un pranzo in famiglia

Un bambino di due anni è morto soffocato da un chicco d’uva ingoiato erroneamente. Una tragedia tanto assurda quanto fatale, avvenuta venerdì mentre il piccolo era in vacanza a Taranto con la famiglia. A nulla sono valsi i tentativi di salvarlo da parte del 118, che è prontamente stato allertato. Per Nicolò Meggiolaro non c’è stato nulla da fare. Il suo splendido sorriso si è spento per sempre, lasciando nella disperazione i genitori, mamma Stefania e papà Marco.

La disgrazia è avvenuta in Pu ...

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Un bambino di due anni è morto soffocato da un chicco d’uva ingoiato erroneamente. Una tragedia tanto assurda quanto fatale, avvenuta venerdì mentre il piccolo era in vacanza a Taranto con la famiglia. A nulla sono valsi i tentativi di salvarlo da parte del 118, che è prontamente stato allertato. Per Nicolò Meggiolaro non c’è stato nulla da fare. Il suo splendido sorriso si è spento per sempre, lasciando nella disperazione i genitori, mamma Stefania e papà Marco.

La disgrazia è avvenuta in Puglia, a Leporano, comune di origine della mamma, un paese di circa 8 mila abitanti sul mare. Tutta la famiglia era lì a godersi la vacanza con i parenti. Un momento di riposo tra gli affetti più cari, dove c’è spazio solo per la gioia e la serenità. Nicolò era il più piccolino di casa, il più coccolato, con un sorriso contagioso e due occhi furbi. Con lui c’erano anche il fratello e la sorella più grandi. Si erano ritrovati tutti insieme dai parenti. Tutto andava nel migliore dei modi finché non è accaduta la tragedia.

Nicolò stava mangiando la frutta, quando per sbaglio ha ingerito un acino d’uva. Un maledetto chicco andato di traverso che gli ha ostruito le vie respiratorie. Il bambino ha mostrato subito i segnali di un soffocamento diventando cianotico. I genitori se ne sono accorti e hanno subito allertato il personale del 118, giunto nell’abitazione tarantina pochi minuti dopo. I sanitarti hanno praticato subito le manovre di rianimazione e trasportato in ambulanza il bambino al poliambulatorio di Leporano. Il piccolo è giunto in ospedale in condizioni gravissime e ogni tentativo è stato vano. Per Nicolò non c’è stato nulla da fare. Solo le manovre di disostruzione delle vie aeree, se fatte correttamente e in tempo, avrebbero potuto salvarlo.

I carabinieri stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità nella tragedia, che ne ha richiamato una analoga capitata due settimane prima a Brindisi. La notizia è giunta ieri a Gazzo, dove la famiglia abita, destando enorme commozione. Nicolò frequentava l’asilo nido alla scuola parrocchiale dell’infanzia Maria Immacolata. Avrebbe dovuto entrare fra pochi giorni all’ultimo anno per poi passare alla materna: «Un bambino bellissimo, sempre sorridente e con due occhioni dolci. Un piccolo angelo adorabile. È un dolore grande per tutta la comunità», dice il parroco don Leopoldo Rossi. «Ho sentito i genitori per il funerale e compreso la loro disperazione. Di fronte a simili disgrazie ci sono poche parole: tutte le certezze e le speranze crollano. Ci vuole molto coraggio e tempo per farsi forza. E la fede per riuscire ad accettare e superare questo dolore insopportabile. Tutta la comunità si stringe al cordoglio dei genitori e dei familiari». Domani alle 20, nella chiesa parrocchiale, si terrà una veglia di preghiera in suffragio del piccolo Nicolò, mentre il funerale sarà celebrato martedì alle 10, sempre nella chiesa di Gazzo.