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L’amante “diabolica” chiede di patteggiare due anni di carcere

La vicenda di Sara Andretta, 42 anni, segretaria di Tombolo. Ha cercato di farsi consegnare 150 mila euro dal suo ex

CITTADELLA. Ha chiesto di chiudere il conto con la giustizia, patteggiando due anni di carcere: è Sara Andretta, 42enne originaria di Tombolo e residente a Loria nel Trevigiano, finita sotto inchiesta per un ricatto a luci rosse nei confronti di Paolo P., industriale 55enne di Cittadella. L’udienza è fissata per il 17 ottobre. Il pm padovano Sergio Dini aveva sollecitato il giudizio immediato.

La bella ricattatrice arrestata


Mesi di sesso e di passione. Poi qualcosa ha fatto saltare l’idillio. E lei, almeno secondo l ...

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CITTADELLA. Ha chiesto di chiudere il conto con la giustizia, patteggiando due anni di carcere: è Sara Andretta, 42enne originaria di Tombolo e residente a Loria nel Trevigiano, finita sotto inchiesta per un ricatto a luci rosse nei confronti di Paolo P., industriale 55enne di Cittadella. L’udienza è fissata per il 17 ottobre. Il pm padovano Sergio Dini aveva sollecitato il giudizio immediato.

La bella ricattatrice arrestata


Mesi di sesso e di passione. Poi qualcosa ha fatto saltare l’idillio. E lei, almeno secondo la procura, avrebbe cercato di estorcere 150 mila euro all’ex datore di lavoro, ricattandolo per non rivelare alla moglie di esserne stata l’amante. Un vecchio e abusato trucco forse messo a punto per vendetta, forse per calcolo, chissà.

I due si erano conosciuti nell’ambiente di lavoro: lei si era presentata nella veste di procacciatrice d’affari poi era stata assunta come segretaria. Nell’ottobre 2017 nasce la relazione «ma a dicembre le cose sono degenerate perché lei diceva che avrei dovuto lasciare mia moglie», aveva raccontato l’imprenditore ai carabinieri di Cittadella dove ha presentato denuncia. Tra sms, mail e telefonate il messaggio martellante inviato da Sara al suo ex era chiaro: o si decideva a sganciare 150 mila euro oppure la moglie avrebbe saputo tutto, dettagli compresi. «Può darsi che non ti voglia perdere... Sono molto intelligente, oltre che bella... Io preferisco definirmi diabolica, ho sempre avuto ben chiaro il mio obiettivo» aveva scritto la donna, socia di una società di investigazione privata, amante dei viaggi, un guardaroba firmatissimo e una collezione di gioielli autentici. Così il 55enne concorda un incontro sotto l’occhio vigile (ma nascosto) degli uomini dell’Arma e, alla consegna di una prima tranche di 20 mila euro, scattano gli arresti domiciliari nei confronti di Sara. Una misura alleggerita nel divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’amante che, nel frattempo, ha raccontato tutto alla moglie, incassando lo scontato perdono.