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I ritardi del cantiere dei sogni affondano due aree industriali

Si tratta del Parco produttivo del Fiumicello (500 mila metri quadrati tra Santa Margherita e Montagnana) e dell’Ecoparco a Piacenza d’Adige e S.Urbano

monselice

La prosecuzione della nuova regionale 10 fino al Veronese significa, in termini concreti, collegare l’A13 (il casello di Monselice della Padova-Bologna) all’A31 Valdastico Sud (che ha un casello a Santa Margherita d’Adige) e alla Transpolesana. Significa garantire a tutta la Bassa padovana il collegamento con l’ospedale unico di Schiavonia. Significa anche assicurare sostegno al tessuto economico che va dall’Estense al Montagnanese.

I ritardi del cantiere hanno già affossato due imp ...

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La prosecuzione della nuova regionale 10 fino al Veronese significa, in termini concreti, collegare l’A13 (il casello di Monselice della Padova-Bologna) all’A31 Valdastico Sud (che ha un casello a Santa Margherita d’Adige) e alla Transpolesana. Significa garantire a tutta la Bassa padovana il collegamento con l’ospedale unico di Schiavonia. Significa anche assicurare sostegno al tessuto economico che va dall’Estense al Montagnanese.

I ritardi del cantiere hanno già affossato due importanti aree industriali, o comunque hanno contribuito a non far decollare ambiziosi progetti. Un caso è quello del Parco produttivo del Fiumicello, area industriale da 500 mila metri quadri tra Santa Margherita d’Adige e Montagnana pensata proprio per l’avvento di Valdastico Sud e nuova regionale 10. La società deputata a realizzare l’area (sono stati urbanizzati e abbandonati 250 mila metri quadri) – formata dai Comuni di Megliadino S. Fidenzio, Megliadino S. Vitale, Santa Margerita, Montagnana, dalla Provincia di Padova, dalla Camera di Commercio e dal Consorzio Zip – è finita in liquidazione volontaria: nessun lotto venduto ha portato a 6 bilanci in rosso su 7.

Le carenze infastrutturali della Bassa hanno fatto rimanere solo un progetto anche il polo industriale di Piacenza d’Adige che si sarebbe dovuto chiamare Ecoparco d’Adige e che sarebbe dovuto nascere dalla collaborazione tra A31 e Il Ponte, società controllata da Real Estate Serenissima Spa e dai Comuni di Piacenza d’Adige e Sant’Urbano. Il progetto si sarebbe dovuto calare in un’area di 240 mila metri quadri. —

N.C.