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I privati si defilano e Zaia prende atto Nuova Regionale 10 strada senza futuro

Doveva unire Monselice a Legnago: stop a Carceri da 11 anni Le imprese escono dalla concessione per completare l’opera 

CARCERI

Nuova regionale 10: i privati escono definitivamente di scena. L’assessore regionale Elisa De Berti lo aveva anticipato già lo scorso dicembre ma per l’ufficialità si è dovuto attendere il parere dell’Avvocatura distrettuale di Stato. Alla giunta di Luca Zaia non è rimasto che prenderne atto: lo scorso 7 agosto, con delibera di giunta, si è formalizzato che il raggruppamento temporaneo d’imprese - che avrebbe dovuto realizzare e gestire la nuova regionale 10 oggi ferma a Carceri – non ...

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CARCERI

Nuova regionale 10: i privati escono definitivamente di scena. L’assessore regionale Elisa De Berti lo aveva anticipato già lo scorso dicembre ma per l’ufficialità si è dovuto attendere il parere dell’Avvocatura distrettuale di Stato. Alla giunta di Luca Zaia non è rimasto che prenderne atto: lo scorso 7 agosto, con delibera di giunta, si è formalizzato che il raggruppamento temporaneo d’imprese - che avrebbe dovuto realizzare e gestire la nuova regionale 10 oggi ferma a Carceri – non proseguirà l’opera, uscendo così dal contratto di concessione che si era guadagnato nel 2014. Via i privati e addio nuova regionale 10? Di certo i segnali sono poco incoraggianti: nove mesi fa l’assessore alle Infrastrutture De Berti aveva assicurato l’impegno della Regione a chiudere il 2018 con la progettazione definitiva dell’opera, promettendone la realizzazione con economie regionali e con la collaborazione di Veneto Strade. In 8 mesi, tuttavia, di nuova regionale 10 non si è più parlato.

LA CONCESSIONE

Giuseppe Maltauro spa (divenuta poi Icm spa), Nuova Coedmar srl e Intercantieri Vittadello erano le imprese che avevano vinto la gara per la concessione avviata nel 2012 e vinta nel febbraio 2014, battendo anche la Società delle Autostrade Serenissima (quella che gestisce anche l’A4). A loro spettava l’onere di realizzare i 23 km che mancano per collegare Carceri - dove la nuova Sr 10 è ferma dal 2007 - a Legnago, e dunque Monselice al Veronese. Quattro anni di cantiere, 38 anni di concessione, 232 milioni di intervento con un contributo pubblico di 33,5. E poi quel pedaggio, contestatissimo, che gli automobilisti avrebbero pagato per garantire ai privati un ritorno economico dell’investimento.

BEGHE GIUDIZIARIE E LIMITI DI BILANCIO

Nel 2015 le prime rogne: il coinvolgimento di Maltauro e Coedmar nelle vicende giudiziarie legate a Expo Milano e Mose di Venezia (con l’offerta presentata da un nuovo raggruppamento di società) e le carenze del bilancio regionale, tali da non consentire l’erogazione del contributo pubblico secondo le modalità previste dall’offerta di gara. Lo stesso raggruppamento d’imprese ha avanzato una serie di limiti emersi rispetto alla situazione del 2012, anno della gara: i flussi di traffico in calo per la crisi, i ritardi dei cantieri delle vicine Nuova Romea e Nogara-Mare, qualche dubbio sull’applicazione delle direttive Ue in merito all’utilizzo del “free flow” (la riscossione del pedaggio senza caselli) e poi i costi di costruzione lievitati nel triennio.

ADDIO PRIVATI

Gli scenari mutati e soprattutto il mancato rispetto degli impegni della Regione (che ha messo a bilancio, a fatica, solamente 20 dei 33,5 milioni previsti dalla concessione) hanno offerto una via di fuga ai privati, che dopo l’incontro del 18 maggio 2017 hanno inviato una proposta di aggiornamento della convenzione. L’impossibilità di rivedere radicalmente la concessione (pena lo snaturamento della gara) e le proposte avanzate dalla Regione non accettate dei privati hanno portato alla pietra tombale del 18 maggio scorso, quando l’Avvocatura distrettuale ha appoggiato il parere della Direzione infrastrutture trasporti e logistica della Regione: nessun punto di incontro e ognuno per la sua strada. Due settimane fa è arrivata la presa d’atto della giunta regionale, chiamata ora a rispettare le promesse di dicembre. Che, viste le tempistiche strette, verranno probabilmente disattese, con buona pace di cittadini, automobilisti e imprese della Bassa padovana. —

Nicola Cesaro