Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

West Nile, altri due casi a Padova: non sono in pericolo

Infezioni in Sacra Famiglia e in zona Palestro. Una persona infetta anche a San Giorgio delle Pertiche. Al via disinfestazioni straordinarie

West Nile virus, 9 cose da sapere

PADOVA. Altri casi di West Nile in provincia, dove ormai le persone infettate dalla zanzara culex sono più di settanta. Gli ultimi casi sono segnalati in città, uno nel quartiere Sacra Famiglia e l'altro in zona Palestro (piazza Caduti della Resistenza), e in provincia a San Giorgio delle Pertiche, dove il totale sale a tre persone colpite dal virus. Ma una statistica pr ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

West Nile virus, 9 cose da sapere

PADOVA. Altri casi di West Nile in provincia, dove ormai le persone infettate dalla zanzara culex sono più di settanta. Gli ultimi casi sono segnalati in città, uno nel quartiere Sacra Famiglia e l'altro in zona Palestro (piazza Caduti della Resistenza), e in provincia a San Giorgio delle Pertiche, dove il totale sale a tre persone colpite dal virus. Ma una statistica precisa, come noto, non è possibile farla perché nell'80 per cento dei casi il virus è asintomatico.

A Padova le due persone infette - entrambi sui 70 anni - sono già state sottoposte a cure e le loro condizioni sono in miglioramento. Lo riferisce nella sua pagina Facebook l'assessore comunale all'Ambiente Chiara Gallani. Che pubblica anche una mappa della Vape Foundation per dimostrare che "ci sono più zanzare, dal 20% al 40% in più, e non è soltanto una percezione dei cittadini. Il fenomeno riguarda tutto il Paese"

Ma nel capoluogo si preparano anche misure straordinarie. Cinquantamila euro in più sono stati mezzi nel budget per la lotta alla zanzara culex. Riparte da questo stanziamento, e da una strategia rinforzata, l’azione del Comune per contenere la diffusione del virus. Altri sei cicli di interventi larvicidi, oltre ai sei già programmati (il prossimo è previsto per venerdì 24 in zona via dei Colli-Brusegana) consentiranno di bonificare dieci chilometri di fossati in più.

Un altro ciclo di disinfestazione contro le zanzare adulte sarà dedicato a parchi, aree verdi e cimiteri che pure erano stati già trattati con le 180 zone inserite nella prima operazione di bonifica. Un giro straordinario di larvicida, infine, sarà dato anche a scuole comunali e asili nidi: cento interventi circa che dovrebbero consentire di guardare con tranquillità all’appuntamento con la prima campanella.

Ma il Comune non può e non vuole fare tutto da solo. Perciò chiede ai cittadini di mettere in atto tutte le buone pratiche necessarie a fermare le zanzare infette. Centomila copie di un volantino informativo saranno distribuite porta a porta, in tutti i quartieri, per far conoscere le regole per la miglior prevenzione. Tra i consigli, ci sarà anche quello di fare da soli la disinfestazione. Con questo obiettivo, il Comune acquisterà e distribuirà gratuitamente cinquemila blister antilarvali da usare nei trattamenti domestici. I cittadini potanno ritirarli nelle sedi di quartiere e all’Urp.

«Vigileremo in particolare nelle aree vaste di proprietà di privati e da tempo lasciate abbandonate, come cantieri o edifici, oggetto di incuria, perché i proprietari collaborino come previsto dall’ordinanza emessa lo scorso aprile», annuncia l’assessore all’Ambiente Chiara Gallani. «Ora serve un cambio di marcia».

Dopo il primo caso di morte in città - quello del 91enne deceduto a San Bellino, quasi certamente per colpa di altre gravi patologie ma con un’infezione di West Nile che ha contribuito a peggiorare il suo quadro clinico - il sindaco Sergio Giordani mercoledì mattina ha chiesto alla sua giunta e agli uffici comunali di intensificare le azioni contro la diffusione del virus.

«Siamo molto preoccupati per una situazione che da occasionale pare essere diventata endemica», ha detto il sindaco, «e con la quale dovremo convivere e combattere anche per i prossimi anni. I casi di contagio potrebbero essere molti più di quelli che emergono. Serve un’azione rapida e coordinata in collaborazione anche con Usl e Regione per agire in maniera sistemica con più forza a partire dalle prossime estati. Intanto però non possiamo perdere tempo e aspettare che cambino i protocolli: sono infatti tantissimi a Padova gli anziani e le persone con patologie esposti alle conseguenze più gravi del virus ed è nostro dovere difenderli».