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Il pittore alla corte del sultano e l’autodidatta diventato libraio

I PERSONAGGIMasi può vantare almeno altri due personaggi la cui fama andrà ben oltre gli angusti confini del piccolo paese. Il primo è un pittore nato il 18 settembre 1854, primo di sei figli: si...

I PERSONAGGI

Masi può vantare almeno altri due personaggi la cui fama andrà ben oltre gli angusti confini del piccolo paese. Il primo è un pittore nato il 18 settembre 1854, primo di sei figli: si chiama Fausto Zonaro, è un ragazzo di talento, e una nobildonna padovana con la passione di scoprire giovani artisti (ma anche dedita all’assistenza ai poveri), Stefania Omboni, gli paga gli studi alla celebre Accademia Cignaroli di Verona.

Preso il diploma, Zonaro si trasferisce a Venezia dove entra ...

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I PERSONAGGI

Masi può vantare almeno altri due personaggi la cui fama andrà ben oltre gli angusti confini del piccolo paese. Il primo è un pittore nato il 18 settembre 1854, primo di sei figli: si chiama Fausto Zonaro, è un ragazzo di talento, e una nobildonna padovana con la passione di scoprire giovani artisti (ma anche dedita all’assistenza ai poveri), Stefania Omboni, gli paga gli studi alla celebre Accademia Cignaroli di Verona.

Preso il diploma, Zonaro si trasferisce a Venezia dove entra in solida amicizia con il duca Paolo Camerini, il quale gli commissiona la realizzazione di un ciclo pittorico nella sua splendida villa di Piazzola sul Brenta. Alterna la presenza in città con lavori a Napoli, ma nel 1891 l’esperienza gli sta stretta, e folgorato dalla lettura di un best-seller dell’epoca, “Costantinopoli” scritto da Edmondo de Amicis, decide di trasferirsi sul Bosforo. Dove con la sua opera conquista il sultano Abdulhamid II, che lo nomina pittore di corte e pascià. Quando il regime crolla nel 1909, torna in patria prendendo casa a Sanremo, dove morirà nel 1929.

Altro figlio illustre di Masi è Giovanni Battista Randi, classe 1875, la cui famiglia, di modestissime condizioni, è costretta a lasciare il paese nel 1882 a causa della devastante rotta dell’Adige, e si trasferisce a Padova. Il ragazzo ha 8 anni, lo mettono a lavorare come fattorino nella prestigiosa libreria Draghi, all’epoca di proprietà dei fratelli Carlo ed Enrico Drucker, librai tra i più autorevoli in Italia. Diventa commesso, da autodidatta si fa una cultura qualificata, e in breve le sue capacità lo portano al ruolo di direttore.

Quando i titolari decidono di cedere l’attività, sul finire del secondo decennio del Novecento, ne propongono l’acquisto proprio a lui, che la rileva per 21mila lire dell’epoca, con il solo impegno di mantenere lo storico marchio Draghi. L’1 gennaio 1920 inizia la nuova fase di una realtà ancor oggi legata a doppio filo alla vita culturale di Padova: sotto la guida di “Tita” Randi, la libreria cresce fino a diventare un punto di riferimento per la città. Muore all’improvviso il 21 aprile 1931, e il suo ruolo è rilevato dal figlio Giuseppe, poi da Pietro Randi con i figli Elena e Lorenzo. Una storia che, purtroppo, ormai appartiene al passato. —