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Turri e Mezzavia senza parroco residente

I sacerdoti in partenza non saranno sostituiti: tutte le attività faranno capo alla parrocchia centrale di San Pietro

MONTEGROTTO TERME

Le parrocchie di Turri e Mezzavia diventano parrocchie con parroco “non residente”. La mancanza di vocazioni e quindi di sacerdoti costringerà le due comunità a perdere la presenza fisica del loro pastore e di fatto a collaborare con la parrocchia centrale di San Pietro Apostolo. Cambieranno anche gli orari delle messe, ma rimarranno attivi tutti gli organismi parrocchiali.

RIVOLUZIONE TRA SETTEMBRE E GENNAIO

A fine settembre don Lorenzo Grigoletto, parroco del santissimo Ros ...

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MONTEGROTTO TERME

Le parrocchie di Turri e Mezzavia diventano parrocchie con parroco “non residente”. La mancanza di vocazioni e quindi di sacerdoti costringerà le due comunità a perdere la presenza fisica del loro pastore e di fatto a collaborare con la parrocchia centrale di San Pietro Apostolo. Cambieranno anche gli orari delle messe, ma rimarranno attivi tutti gli organismi parrocchiali.

RIVOLUZIONE TRA SETTEMBRE E GENNAIO

A fine settembre don Lorenzo Grigoletto, parroco del santissimo Rosario di Turri, si trasferirà a Laghi di Cittadella, mentre a fine gennaio, in concomitanza con la visita pastorale del vescovo Claudio Cipolla, don Luigi Ferrarese, parroco della parrocchia di San Gregorio Barbarigo di Mezzavia si ritirerà per raggiunto limite di età (76 anni). I due parroci non saranno rimpiazzati e quindi a dirigere le due parrocchie ci sarà di fatto l’attuale parroco di Montegrotto, don Roberto Bicciato.

TRIS DI PRETI

Le parrocchie rimarranno vive con il parroco “non residente”, dato che i sacerdoti non abiteranno più a Turri e Mezzavia. «Resteranno attivi il consiglio pastorale, la gestione economica e tutti gli organi delle due parrocchie», spiega il parroco di Montegrotto, don Roberto Bicciato «Da fine settembre a Turri e da fine gennaio a Mezzavia le messe saranno celebrate da me, da don Sebastiano Bertin e don Andrea Noventa, che abitano anche loro in Duomo. Le parrocchie da ora in avanti avranno uno stile missionario, con i sacerdoti che animeranno quanto la comunità d’ora in avanti sarà chiamata a gestire. Al centro ci sarà la comunità, che sarà ancora più responsabilizzata nei suoi compiti».

MESSE IN CALO

La collaborazione fra le tre parrocchie porterà inevitabilmente a una rivoluzione nel calendario delle messe. «Stiamo ancora definendo gli orari e la quantità» rivela don Roberto «È chiaro che in Duomo sarà tolta qualche messa. A Turri e Mezzavia l’idea è di mantenere una messa prefestiva al sabato e di celebrarne due la domenica».

«A Turri e Mezzavia rimarranno fissi il catechismo per i ragazzi, la celebrazione dei sacramenti, dei matrimoni e dei funerali» conclude il parroco «Non cambierà nulla quindi per il parrocchiano di Turri e Mezzavia, che continuerà a veder svolgere le normali attività nel proprio paese. L’unica differenza è che per la prima volta non troverà il parroco in canonica».

Federico Franchin